Biologico o no?

Biologico o no?

Perchè parlare di alimentazione nel sito web Corvelva? Perchè per essere più sani dobbiamo guardare all'equilibrio del nostro corpo, e per il buon funzionamento del nostro sitema immunitario, e di tutti i meccanismi di difesa che l'evoluzione ci ha permesso di mettere in atto, è fondamentale evitare tutto ciò che è dannoso per noi, a partire anche dall'alimentazione.

Infatti, se ci poniamo il problema di cosa possa essere iniettato ai nostri figli, di quali sostanze nocive possano contenere i vaccini, e i medicinali in genere, perchè non dovremmo porre la stessa attenzione e accuratezza nella scelta dell'alimentazione? Così, pubblichiamo alcune dispense ad opera di Ferdinando Donolato. Qui di seguito ci occupiamo di alimentazione biologica, perchè sceglierla? Quali i vantaggi?

Buona lettura.


Dal fruttivendolo la gente non chiede: questi prodotti sono buoni? Saporiti? Sani?
Chiede: voglio della frutta e della verdura bella.

Sono due modi di ricercare degli alimenti completamente diversi. Certo, anche l'occhio vuole la sua parte, ma la bontà e la genuinità sono molto più importanti. In natura ogni frutto è una cosa a sé: nella stessa pianta non ci sono due frutti uguali, e ogni frutto ha un gusto suo, si può tranquillamente affermare che sono l’opposto di noi.  In questa società moltissimi cercano di essere tutti identici agli altri, stessa moda, stessi colori, stessi ambienti…..La natura no! ci offre un frutto sempre differente e sempre unico, ci fa cogliere il fatto che siamo anche noi unici e non degli imitatori.

Per avere delle mele tutte belle e uguali, dello stesso colore e stessa calibratura (poco gusto) bisogna intervenire con procedimenti che con la nostra salute non hanno a che fare, si scontrano e sono i trattamenti chimici che poi lasciano residui nel prodotto che consumiamo. 

Cosa vuol dire biologico? Biologico significa la coltivazione di verdure, cereali, frutta, ecc., senza l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, ma con l'utilizzo di prodotti naturali e non nocivi per noi e per l'ambiente, e che diano la possibilità di avere dei raccolti soddisfacenti e sani, rispettando i tempi naturali, e usando tecniche di coltivazioni in armonia con l'ambiente e con noi stessi.

Il chimico utilizza sostanze chimiche di sintesi e diventa inevitabile trovarle poi come residui negli alimenti, inoltre in agricoltura chimica queste sostanze sono usate massicciamente anche quando non servono.  Se leggiamo le statistiche vediamo che ogni persona consuma al mese circa 15 Kg tra frutta e verdura, nel contempo accumula nel proprio organismo ogni mese circa 2,8 mg di pesticidi di vario tipo. Non c'è nessuno studio sugli effetti di questi micidiali miscugli.  Il nostro organismo non riconosce le sostanze chimiche di sintesi e invece di eliminarle le accumula. Ricordiamo che la crusca è la pattumiera dei pesticidi, il punto dove si accumula di più, dunque tra un cereale non biologico e uno "brillato" è consigliabile il brillato, questo vale anche per la pasta tra bianca e integrale. Il raffinato non sarà equilibrato ma almeno si evitano molti pesticidi.

La storia degli esami fatti per individuare i residui dei pesticidi diventa una barzelletta.

Studi di cosa succede nel nostro organismo quando introduciamo pesticidi e ormoni sono sporadici ed insufficienti.   Conosciamo alcuni principi di reazione che normalmente non sono approfonditi. Nell’agricoltura moderna sono utilizzati molti principi attivi chimici di sintesi, che non si trovano in natura, differenti che possono generare questi risultati:

pesticida A + pesticida B si annullano le reazioni

pesticida A + pesticida B si sommano le reazioni 1+1= 2

pesticida A + pesticida B si moltiplicano le reazioni 1+1= 10

La maggior parte dei pesticidi non ha studi approfonditi di cosa genera il contatto con altri pesticidi, e poi ci chiediamo come mai siamo una società sempre più malata...

Negli USA moltissime bambine si ritrovano ad avere il ciclo mestruale regolare a 5 anni di età, pensate che gli ormoni usati in quantità in agricoltura chimica non centrino in questo disastro?

Il concime chimico dà prodotti generalmente squilibrati con molto potassio e poco magnesio. Troppo potassio intensifica patologicamente le secrezioni in genere e l'acidità gastrica, diminuisce la pressione sanguigna; poco magnesio crea un'alterazione che favorisce il cancro. Quello che diventa più preoccupante è che il continuo uso di sostanze chimiche nelle colture sta impoverendo sempre di più i raccolti, di magnesio.

C’è una notevole differenza tra il prodotto biologico e il prodotto chimico, alcuni esempi:

Vitamine in 100 gr di grano a peso secco:

 

Biologico

Chimico NPK

Differenza

Tiamina (B1)

951,00

451,70

100%

Riboflavina (B2)  mg/100

268,00

120,00

131%

Ac. Nicotinico      mg/100          

89,60

54,80

63%

 Sostanze contenute nei pomodori  (mg/100 gr peso secco): 

 

Biologico   

Chimico NPK

Calcio    

23,00

4,5

Potassio  

148,00

59,80

Sodio                                          

6,5

0,00

Manganese

59,20

4,5

Cobalto

0,63

0,00

Ferro

1,94

0,00

Rame

0,06

0,00

 Spinaci mg/100 gr di prodotto secco:

 

Biologico  

Chimico NPK

Ferro

1584

19

Rame

32

5

Manganese

117

1

Pure l'Istituto Nazionale della Nutrizione se n'è accorto, affermando che dalle analisi risulta che il grano biologico è migliore di quello chimico. Meglio tardi che mai. Nel 1974 il Governo Federale della Germania ha condotto un'indagine alimentare; risultava che il 70% di tutti i bambini in età scolare soffriva di carenza di vit. B1. La vit. B1 è indispensabile all'uomo per poter condurre a conclusione il ricambio degli zuccheri nel cervello, nei nervi e nella muscolatura. In questo caso serve come catalizzatore, come enzima o come fermento. La carenza di vit. B1 ha come conseguenza pratica che cervello e nervi non possono venire nutriti nel modo giusto. Conseguenze: carente capacità di concentrazione, nervosismo e debolezza di volontà. La mancanza della vit. B1 è ancora maggiore nei cereali raffinati.

Qualche altro dato per renderci conto della differenza tra prodotti coltivati con la chimica e i prodotti biologici, in particolare cosa hanno “in più” questi ultimi:

+ 23/26% sostanza secca

+ 18% proteine

+ 28% acido ascorbico

+ 19% zuccheri totali

+ 13/18% potassio

+ 10/56% calcio

+ 0,6/13% fosforo

+ 29/77% ferro

+ 49% magnesio

+ 35%  amminoacidi essenziali

- 69/97%  nitrati

Per renderci conto di cosa significa una carenza approfondisco solamente il magnesio.

Magnesio elemento chimico è diffuso come: magnesite (MgCO3) oppure come dolomite (CaMg(CO3)2). Si trova inoltre nei cerali integrali (crusca) nelle verdure a foglie verdi(clorofilla).

La clorofilla si forma solo ed esclusivamente in presenza di luce. La clorofilla è composta in gran parte dal magnesio, che è il principale responsabile dell'immagazzinamento della luce (calore). La stessa struttura dell'emoglobina del sangue umano è uguale alla clorofilla con la sola differenza che al posto del ferro nella clorofilla c'è il magnesio.

Il magnesio è uno degli elementi fondamentali per il nostro organismo, è indispensabile per l'attività di oltre 300 enzimi. La carenza di magnesio non permette un buon funzionamenti di importanti reazioni che avvengono, tramite l'azione enzimatica, nel nostro organismo. Non essendoci queste funzioni il nostro organismo avrà delle carenze che ci portano a uno stato di malattia. Il magnesio è importantissimo per l'apparato nervoso: lo rilassa, lo nutre; per l'apparato cardiovascolare: nutre i muscoli cardiaci; per l'apparato osseo: fa parte della stessa struttura ossea; infine è utile alla digestione. Molte volte ho la possibilità di incontrare persone stressate con i nervi a fior di pelle, sempre mi chiedo che livelli di magnesio ci sono in quelle persone.

Questa breve descrizione dell'importanza del magnesio e di cosa significa una sua carenza, vale anche per tutto il resto dei nutrienti.

Salute: magnesio protegge da rischio ictus: Il magnesio protegge dal rischio di incorrere in un ictus: è quanto emerge da uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition da un gruppo di studiosi svedesi del Karolinska Institute di Stoccolma, secondo cui le persone che mangiano molti cibi ricchi di magnesio - come verdure, noci e fagioli - corrono un rischio inferiore di sviluppare l'ictus, e in particolare l'ictus ischemico (quello, cioè, causato da un coagulo di sangue che ostruisce il vaso sanguigno impedendo al sangue di fluire).
 Gli studiosi, che hanno esaminato i dati raccolti da 14 studi per un totale di circa 250 mila soggetti coinvolti, spiegano che a fare la differenza è la sostanza assunta direttamente dagli alimenti, e non tramite integratori: "L'assunzione di magnesio nella dieta è inversamente associata al rischio di ictus, in particolare di ictus ischemico", spiega Susanna Larsson, prima autrice dello studio. Dallo studio è emerso che per ogni 100 milligrammi di magnesio al giorno assunti il rischio di incorrere in un ictus ischemico è inferiore del 9%. Secondo i ricercatori gli uomini e le donne che hanno superato i 30 anni dovrebbero consumare rispettivamente 420 e 320 milligrammi di magnesio al giorno.

Scegliere un alimento Biologico, non significa solamente rispettare l'ambiente, ma vuol dire anche che teniamo a noi stessi e al nostro benessere  psico – fisico!

DIFFERENZE NUTRIZIONALI TRA PRODOTTI BIOLOGICI E CONVENZIONALI: 

prodotto                                   biologico               biologico su                 convenzionale

                                                  (x 100 g)                convenzionale                 (x 100 g)

Mela zuccheri totali                      8,8 g                        - 7,4%                            9,5 g

Mela vitamina C                         21,6 mg                   + 11,9%                         19,3 mg           

Pomodoro vitamina C                21,8 mg                   + 21,1 %                        18,0 mg

Pomodoro vitamina A                  4,7 mg                   + 34,3 %                          3,5 mg

Carota glucosio                           0,9 mg                    - 30,8%                           1,3 mg  

Carota potassio                       269,0 mg                    + 24,0%                      217,0 mg                 

Patata saccarosio                        1,0 g                       - 58,3%                           2,4 g

Patata fruttosio                            1,2 g                      + 71,4%                           0,7 g

Patata glucosio                            2,0 g                      + 66,0%                           1,2 g

Patata ferro                                 5,7 mg                    + 21,3%                           4,7 mg

Patata calcio                             64,0 mg                    + 13,5%                         56,4 mg

Patata zinco                          1810,0 mg                    + 34,1%                     1350,0 mg          

I dati in tabella si riferiscono a nutrienti che presentano differenze significative (97,5% di probabilità).

Fonte: Ricerca analitica sulla composizione nutrizionale di frutta e ortaggi di coltivazione biologica, Pither & Hall, Memorandum Tecnico 597. Stazione di ricerca Campden. Progetto MAFF 4350.

Fonte: Journal of Agricultural and Food Chemistry        Pubblicato online il  23 aprile  2009

“Three-Year Comparison of the Polyphenol Contents and Antioxidant Capacities in Organically and Conventionally Produced Apples (Malus domestica Bork. Cultivar “Golden Delicious”) Autori:  Stracke B.A.,  Rfer C.E.,   Weidel  F.P.,  Bub A.,  Watzl B.

Perdita di nutrienti

Gli agronomi, dall’inizio del secolo, scorso hanno iniziato una raccolta sistematica di informazioni riguardante la frutta e la verdura consumata.

I dati che emergono da queste analisi, sono a dir poco raccapriccianti,  danno le dimensioni di come questa società va incontro alla mal nutrizione e alla degenerazione organica.

Ad avvalorare le ricerche di laboratorio e per non aver contestazioni si sono avvalsi degli stessi metodi usati negli anni passati, questo per impedire la famosa frase: ma “ora gli strumenti sono più sofisticati e migliori”!

I dati analizzati e messi a confronto sono i dati disponibili solamente di vari governi.

Cosa si cercava di capire con questa ricerca:   “che differenza di sostanze ci sono tra un frutto, una verdura degli anni 1930 e quelli del 2005”

I risultati sono sconcertanti:

“la frutta e la verdura di oggi mancano delle qualità nutritive di ieri” 

Una indagine approfondita la effettuata la dott.ssa Anne-Marie Mayer per il famoso “British Food Journal” che ha studiato 40 tipi di orto - frutta tra il 1936 e il 1991, le sue conclusioni: “Esistono riduzioni significative dei livelli ci calcio, magnesio, ferro, rame e sodio nelle verdure. E analoghe riduzioni di magnesio, ferro, rame e potassio nella frutta. Il cambiamento più sensibile riguarda il rame nelle verdure, pari a meno di un quinto rispetto a quello riscontrato un tempo”. 

Dallo studio della patata in Canada, ci sono questi dati di perdita di sostanze preziose:

100% della sua Vit.  A

57% della Vit. C

57% del Ferro

28% del Calcio

Per avere la stessa quantità di Vit. A contenuta nelle arance degli anni passati, oggi dobbiamo mangiarne semplicemente…..  OTTO  !!!!!

Va meglio con le mele per avere gli stessi nutrienti di una mela degli anni ‘60 ora bisogna mangiarne solamente ..….tre !!!!

Anche il latte ha i suoi seri problemi, dal 1963 ad oggi ha perso il:

13,1% di fosforo

più della metà del ferro

36,1% del calcio

ha in più

77% di sodio

7,3% di lipidi

Il pollo invece, ha perso:

la metà  della Vit. A

lo stesso per il potassio

ha guadagnato

quasi un terzo di grassi

20,3% di sodio

Gli ibridi, sono in assoluto le varietà di frutta e verdura che hanno perso la maggior quantità di elementi nutritivi, ad esempio una pianta “ibrida” cioè migliorata trattiene il 30% di zinco e il 28% di ferro in meno rispetto ad una pianta non “ibrida”. Le piante “ibride” hanno bisogno di una forte concimazione solitamente chimica e di molta acqua.

E’ stato dimostrato, ad esempio, che l’azoto (chimico) interferisce con la capacità di sintesi della vitamina C  di molte piante, mentre i fertilizzanti contenenti potassio limitano la capacità di assorbimento del fosforo, in questo modo la chimica va direttamente a influire sui valori dei nostri cibi.

Come risultato abbiamo della frutta e della verdura, bella gonfia con poco sapore e ricca di acqua e povera di elementi nutritivi, si usa il nuovo termine: dilavamento dei principi nutritivi.

Cosa succede nel nostro organismo?

Noi nel corso dei secoli abbiamo trovato un equilibrio con la natura che ci circonda, da essa traiamo gli elementi necessari per vivere in armonia sia fisica che mentale.

Nel cibo che mangiamo, oltre ai picchi di sostanze principali, si trovano dei micro nutrienti che hanno una funzione sinergica e di aiuto per gli elementi maggiori.

Non è che mangiando molto di più, tre mele al posto di una, riusciamo a ristabilire questo equilibrio, importantissimo per il nostro benessere psico-fisico.

Tutt’altro, l’organismo ci segnala che mancano questi elementi e ci invita a consumare più cibo, ma ci ritroviamo nella stessa condizione: sempre squilibrio.

Questo inferno dantesco ha come risultato: Obesità - Malattie circolatorie - Malattie metaboliche: diabete - Malattie degenerative: tumore - Sclerosi: indurimento

L’unico apporto sostanziale che questi cibi ci forniscono sono: pesticidi nelle varie specie, additivi, coloranti, conservanti.

Di queste sostanze, in commercio se ne trovano più di 80.000 e la maggior parte non hanno studi circa i loro effetti sulla salute umana. Quando si sono resi conto che queste sostanze avevano e hanno anche effetti collaterali gravi, sono arrivati ad un compromesso: da ora in poi quello che mettiamo nel mercato deve avere degli studi (?),  per quelli già in commercio, circa 60.000 costerebbe troppo fare gli studi, comunque se risultano dei problemi si interviene (!!!???).

Le mele biologiche, hanno una capacità  antiossidante superiore del  15%  rispetto a quelle coltivate con l’utilizzo di prodotti chimici.

Il dibattito in essere da molti anni se i prodotti da agricoltura biologica abbiano un potere nutrizionale superiore a quelli coltivati con utilizzo di pesticidi, diserbanti o prodotti chimici in genere, sembra trovare conferma in favore dei primi grazie ad una ricerca pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry,  (non basta rendersi conto del sapore e del profumo che emanano i prodotto biologici ci vuole sempre la conferma “scientifica”).

Il Federal Research Institute of Nutrition and Food di Karlsruhe (Germania), in un rapporto pubblicato nel mese di marzo 2008 dall’Organic Center dell’America’s Organic Trade Association, sostiene che i prodotti biologici hanno il  25%  di nutrienti in più rispetto ai prodotti chimici. Il gruppo di ricerca ha confrontato il contenuto di polifenoli e la capacità antiossidante nella mela Golden Delicious coltivata biologicamente e con metodo tradizionale, per un periodo di tre anni (2004 – 2006). I risultati della ricerca hanno evidenziato una maggiore capacità antiossidante della mela biologica fino al 15% più elevata rispetto a quella coltivata con metodi chimici, per due anni consecutivamente (2005 e 2006). Nel 2005 il prodotto bio ha evidenziato una presenza di polifenoli ben maggiore sempre rispetto alla mela coltivata con processi chimici.

I ricercatori tedeschi chiariscono che il prodotto biologico presenta capacità antiossidante mediamente superiore del  12%  nei primi tre anni della ricerca.

A favore del prodotto coltivato con utilizzo di prodotto chimici, nel giugno 2007 è stato pubblicato su Nutrition Bullettin  (vol. 32, pag. 104-110), autore Claire Williamson del British Foundation, un articolo che,  pur sostenendo la sostenibilità dell’agricoltura biologica, afferma che una buona parte della comunità scientifica è schierata in favore del prodotto coltivato con l’utilizzo di pesticidi, in quanto ad oggi, non esistono sufficienti evidenze per sostenere che il prodotto bio abbia maggiori poteri nutrizionali.

Facciamo notare che i sostenitori del prodotto chimico solitamente sono finanziati nelle loro ricerche, che trovano ampio spazio nelle riviste scientifiche internazionali, dalle industrie che producono pesticidi.

Questa ricerca però non viene presentata in modo appropriato: il prodotto biologico non è più ricco, il prodotto biologico è equilibrato.

Il prodotto chimico è vistosamente carente, questo è il concetto base e fondamentale.
Frutta: Se non è biologica bisogna levare la buccia,  per il semplice fatto che i pesticidi si depositano proprio in questa parte, anche se molte volte riescono anche a penetrare a fondo. Eliminare la buccia, dove è possibile e auspicabile mangiarla, è come mangiare raffinato.

Riportiamo uno studio di cosa significa eliminare questo prezioso ingrediente:
La mela, compresa la buccia, è una fonte di prevenzioni di molti tumori

Reagan-Shaw e colleghi della University of Wisconsin hanno pubblicato nel 2010 uno studio su Nutrition and Cancer avente per titolo “Antiproliferative effects of apple peel extract against cancer cells”, nel quale è stato indicato un rapporto inverso tra il consumo delle mele compresa la buccia e il rischio di contrarre parecchi tipi di cancro.

Gli studiosi hanno sottolineato che è proprio la buccia a garantire la prevenzione grazie alle forti concentrazioni di antiossidanti in questa parte del frutto troppo spesso scartata.

Questo studio si aggiunge ad un altro condotto dai ricercatori americani della Cornell University, i quali hanno individuato nella buccia delle mele Red Delicious diverse sostanze che potrebbero diminuire il rischio di sviluppare tumori.
I triterpenoidi, questo il nome delle sostanze, svolgono infatti un'azione di contrasto contro lo sviluppo delle cellule cancerose, fino ad eliminarle direttamente.
Le sostanze protettive si dimostrano particolarmente efficaci contro lo sviluppo di alcune tipologie di tumore, come quello al fegato, al colon e al seno. In precedenti studi, i ricercatori avevano già utilizzato con successo le sostanze contenute nelle mele (flavonoidi e fenoli) per combattere le cellule tumorali in laboratorio e per ridurre il numero e la grandezza dei tumori mammari nei ratti.
I ricercatori pensano che i triterpenoidi siano i maggiori responsabili per gli effetti antitumorali. Ma non basta, in quanto sempre i ricercatori della Cornell University hanno anche individuato nelle mele sostanze protettive contro l'Alzheimer.

tratto da http://it.greenplanet.net/ del 6 aprile 2009

"Non basta lavare la frutta!"
 Dagli Usa arriva l'ennesima conferma che alimentarsi con prodotti biologici è ben più di una scelta dettata dalla moda: 
rappresentano l'unica difesa contro i pesticidi. 

Dagli Usa arriva l'ennesima conferma che alimentarsi con prodotti biologici è ben più di una scelta dettata dalla moda: rappresentano l'unica difesa contro i pesticidi.

Secondo l'Environmental Working Group, una organizzazione che si occupa di ricerca ambientale, "all'interno della comunità scientifica è sempre più condivisa l'opinione che anche in piccole dosi pesticidi e sostanze di sintesi possono danneggiare l'uomo, soprattutto in quelle fasi, come lo sviluppo fetale e l'infanzia, quando l'assunzione potrebbe avere effetti di lunga durata. Il lavaggio di frutta e verdura - ammoniscono - riduce la concentrazione dei pesticidi ma non li elimina".

"Togliere la buccia non è soluzione migliore, perché in questo modo vengono buttate preziose sostanze nutritive. La migliore opzione è quella di scegliere una dieta varia, lavare la frutta e scegliere, dove possibile, biologico".

Altra ragione per sostenere la coltivazione biologica è che le aziende che la praticano sono generalmente di piccole dimensioni e questo facilita l'adozione di sistemi di conservazione consapevoli, con uno sforzo maggiore per limitare l'impatto sull'ambiente.

A conferma che "biologico" significa "gusto migliore", l'Environmental Working Group cita il famoso caso degli scimpanzé dello zoo di Copenaghen che, nel 2002, di fronte alla possibilità di scegliere tra banane convenzionali e biologiche, hanno preferito il frutto bio che poi hanno mangiato direttamente con la buccia. Fatto inedito dal momento che non si azzardavano a mangiare frutta convenzionale senza averla prima sbucciata.

L'associazione suggerisce, con grande pragmatismo, di optare, intanto, per 7 alimenti biologici. Questo per non rivoluzionare le abitudini alimentari e, soprattutto, per evitare il collasso finanziario. 1 Latte e derivati: Latte, yogurt e formaggi sono utili e necessari, specialmente per i bambini, ma spesso negli allevamenti integrano la dieta degli animali con ormoni e antibiotici. 2 Patate: Sono tra le verdure con più pesticidi. Continuano a contenere residui dopo essere state lavate e sbucciate. 3 Carne (pollame e uova): I prodotti di origine animale possono contenere antibiotici, ormoni e anche i metalli pesanti come arsenico, che viene usata per stimolare una crescita più rapida. 4 Ketchup: al di là dei pesticidi, è stato dimostrato come la variante bio contenga quasi il doppio di antiossidanti. 5 Mele: Le mele sono la frutta più imbottita di pesticidi. 6 Caffè: la coltivazione di convenzionale si basa fortemente su l'utilizzo di pesticidi e contribuisce alla deforestazione in tutto il mondo.