Il Latte

Il Latte

Prima considerazione: nessun mammifero (tranne l'uomo) si nutre di latte dopo lo svezzamento.
Seconda considerazione: chi mangia latte deve avere un enzima intestinale chiamato lattasi per digerire il lattosio. Questo enzima si ricrea.

Ogni specie di mammifero ha il latte che va bene per il suo cucciolo, cioè è equilibrato, digeribile, nutriente. Ogni razza di cucciolo ha bisogno di alcuni elementi che gli sono indispensabili: il vitello dopo poche ore si deve reggere in piedi (il latte di mucca contiene un'alta percentuale di calcio per le ossa), il bambino invece cammina dopo circa nove mesi. Solo il latte di donna è giustamente equilibrato per il bambino.

Le proteine del latte dei mammiferi sono di due tipi principali: la caseina e la lattoalbumina, e tutte e due contengono gli aminoacidi essenziali, per questo sono dette nobili. La caseina di mucca a contatto con i succhi gastrici umani crea grossi coaguli, consistenti ed elastici, che creano danni al bambino; invece la caseina di donna ha coaguli piccoli, soffici, fioccosi, molto digeribili. Mentre la lattoalbumina umana una volta digerita produce un carico metabolico da smaltire per via renale minore della caseina (per questo va bene anche nei sistemi renali dei bambini prematuri).

Quando si è iniziato a dare il latte di vacca ai neonati, in coincidenza della rivoluzione industriale, le donne non avevano il tempo e la possibilità di allattare perché dovevano lavorare. I bambini avevano delle fortissime diarree che li portavano anche alla morte. La prima cosa che dovette fare l'industria fu manipolare queste percentuali di proteine nel latte di vacca.

Nel latte di donna ci sono altre molecole proteiche vitali che si possono dire "optionals di lusso" che l'industria non riesce a creare. Tra questi ci sono gli anticorpi contro virus e batteri patogeni, che penetrano attraverso il tubo digerente del lattante (il virus della poliomielite, le salmonelle, le shigelle). Questi anticorpi sono: il fattore bifidogeno, un gruppo di polisaccaridi azotati (glicoproteine) che promuove lo sviluppo del Bacillus bifidus nell'intestino del neonato (questi è un batterio buono che, una volta installatosi e riprodottosi nell'intestino del neonato, crea una barriera biologica alle infezioni e favorisce l'assorbimento dei vari nutrienti), il lisozima, che è presente in quantità apprezzabili nel latte di donna ed ha anch'esso un buon effetto battericida (non si sa bene se da solo o in combinazione con altri fattori presenti nel latte). C'è poi una proteina d'assalto che funziona quasi come anticorpo: è la lattotransferrina che va in giro ad appropriarsi del ferro estraneo capitato nel latte, sia esso quello di molecole organiche, che di batteri patogeni: questi ultimi, se non ne hanno a sufficienza, non possono crescere e riprodursi e vengono eliminati. Queste molecole, insieme alle vitamine, sono considerate la parte più viva del latte: qualcuno le ha chiamate "vitalie".

Il latte di donna contiene percentuali più alte di zuccheri del latte di mucca, il lattosio è il 20% in più.

Il lattosio è formato da glucosio e da galattosio; quest'ultimo entra nella sintesi dei composti necessari alla formazione dei tessuti nervosi e in particolare del cervello. Il lattosio è una sostanza sia plastica che energetica, di facile digeribilità da parte di enzimi intestinali chiamati lattasi. Il lattosio è il substrato delle fermentazioni microbiche: in particolare esso viene trasformato dai batteri lattici in acido lattico (questo acido provoca una serie di modifiche di carattere organolettico e chimico-fisico del latte: in particolare fa precipitare la caseina come avviene nella produzione dello yogurt).

Il latte della mamma contiene quasi il 90% di acqua. Durante l'ultimo periodo della vita intrauterina, circa l'80% del peso corporeo del futuro bambino è costituito da acqua. Questa proporzione rimane uguale alla nascita. Durante il primo anno di vita l'acqua si riduce fino al 65% per rimanere costante in seguito per tutta la vita.

A favore del latte di mucca si batterono molti medici perché affermavano che nel latte di donna non c'era sufficiente vit. D.  Queste affermazioni erano supportate dagli studi fatti dall’industria del latte artificiale. Questo risultò falso: le successive ricerche con apparecchi idonei rilevarono la presenza di vit. D in perfetto equilibrio. La somministrazione preventiva di vit. D, dove non c'è mai stato rachitismo ha portato più danni che benefici; fra i danni l'ipercalcemia ideopatica infantile. Il rachitismo è sempre causato da cattiva o non adeguata alimentazione e insufficiente esposizione al sole.

C'è un altro aspetto nettamente a favore dell'allattamento materno: il bambino quando succhia è a diretto contatto con il corpo della madre e questo ha un effetto psicologico molto importante per entrambi. Comunque è importantissima la qualità dell'alimentazione della madre prima e dopo perché un'alimentazione sana ed equilibrata permette di trasmettere al bambino nutrimenti preziosi. Recenti analisi su campioni di latte materno effettuate a Imola e in Campania hanno rilevato la presenza di pesticidi tali che se esso fosse un prodotto commerciabile verrebbe sequestrato immediatamente. Cosa succede al seno di quelle donne con quei depositi di pesticidi? 

Il batterio Lactobacillus Acidophilus colonizza sia il colostro che la pelle dei seni delle donne che allattano: non bisogna disinfettare il seno ma basta lavarlo. La flora intestinale dei bambini allattati con il latte materno è costituita per il 99% da lactobacillus bifidus, molti bambini allattati con latte di mucca non hanno invece questo batterio.

Il latte è stato a torto denigrato negli ultimi decenni, in modo particolare dai seguaci dell'alimentazione macrobiotica, i quali indicano il latte come autore di tutta una serie di controindicazioni per lo più non vere. I macrobiotici si scordano di sottolineare alcuni punti molto importanti: 1- Il fondatore della macrobiotica era un giapponese e come la stragrande maggioranza dei giapponesi non digeriscono il latte; 2- Il latte non ha mai fatto parte della loro cultura alimentare; 3- Siamo concordi nell'affermare che un consumo esagerato di latte crea nell'organismo muco, per cui chi ha di questi problemi si deve astenere da questi alimenti per un certo periodo; 4- Quando si consuma latte, nello stesso giorno è bene non mangiare anche latticini così non si affatica l'organismo, inoltre ci si ricordi della fonte proteica molto consistente, per cui bisogna bilanciare le altre fonti; 5- Da ricordare con attenzione: questa fonte di alimentazione ha sfamato milioni di persone nel corso dei secoli, per cui, ci siamo adattati a questo tipo alimentazione. Secondo voi perché la vacca è sacra in India? Per il semplice fatto che si nutre di erba che trova pascolando senza troppa spesa e da cibo nel tempo. Se viene soppressa smette di fornire il suo prezioso latte. Questo lo avevano intuito anche gli antichi romani, per cui chi macellava una vacca rischiava pene severissime, era permesso fare questo solo per delle motivazioni molto serie; 6- Al giorno d’oggi, le principali patologie sono dovute ad una esagerata alimentazione. Un tempo il latte era una fonte primaria di nutrenti, per chi aveva la fortuna di averlo, e dava la possibilità di sopravvivenza, ora è consumato in eccesso e inoltre è di scarsa qualità.   

Il latte di capra è il migliore. In esso troviamo l'energia dell'animale. La capra riesce a vivere in ambienti poveri e ostili, si accontenta di poco, ma è sempre vispa e piena di energia. Chi ha problemi digestivi trova nel latte di capra l'energia per ridare vitalità al polo metabolico.

Il latte che si trova in commercio è comunemente il latte di vacca o vaccino. Va bene quasi per tutti, solo poche persone non lo digeriscono perché hanno diminuito di molto l'enzima lattasi. Questo enzima si ristimola; serve per digerire il lattosio (lo zucchero del latte).

Le proteine del latte sono complete e di facile assimilazione; nella scala del valore biologico vengono subito dopo quelle dell'uovo, ci sono delle differenze a seconda del tipo di latte: crudo, pastorizzato, sterilizzato e dalla provenienza.

Il rapporto calcio-fosforo nel latte permette la massima biodisponibilità del calcio, e così si ha la calcificazione delle ossa anche in assenza della vit. D grazie al lattosio. Inoltre questa grande biodisponibilità del calcio è utile per la prevenzione dell'osteoporosi.  Ricordiamo che la fonte principale e insostituibile di vit. D è il sole. Troppo latte va evitato, come per tutte le cose, e diventa “de-calcificante”.

Nel latte si trova anche l'aminoacido carnitina, che è un tonico muscolare e un metabolizzatore dei grassi. Il lattosio del latte è un ottimo nutrimento per il cervello, in modo particolare per il bambino dopo il latte materno e fino a 6 anni. Il latte grazie ai suoi sali di calcio e alla presenza di triptofano è un ottimo regolatore del sistema nervoso.

Tipi di latte in commercio:

 - Pastorizzato: è il latte migliore. Si riscalda il latte a 72-85° per 15 secondi e poi viene conservato in frigorifero. In questo modo si blocca la proliferazione di germi patogeni e il latte non perde i suoi poteri nutritivi, antinfettivi e vitaminici. Il latte pastorizzato non va mai bollito, si riscalda solamente, altrimenti si perdono i principi nutritivi.

- Sterilizzato: UHT (Ultra High Temperature); il latte in questo caso viene per un periodo più lungo, prima riscaldato a 80°, poi da pochi secondi a 2 minuti viene portato alla temperatura di 150°, si ha la sterilizzazione che può durare da 4 a 6 mesi. Le vitamine non esistono quasi più ed è diventato un alimento non più vitale. 

- Sterilizzazione totale: si porta il latte a temperature di 115-120° per 15-20 minuti e questo si conserva per sempre. Secondo me, questo di latte non ha proprio nulla.

Ritorna il solito annoso problema: con che cosa viene nutrita la vacca oggi? Quanti medicinali vengono somministrati negli allevamenti? Un tempo quando una vacca produceva  20 litri di latte al giorno era considerata una campionessa, ora una vacca riesce a produrre anche più di 60 litri di…”latte”….è difficile dare questo titolo a questo prodotto. Per avere una così grossa produzione devono “stimolare” gli animali e il prodotto sarà perfetto a norma di legge, ma per noi che cerchiamo un prodotto vitale, non è proprio adatto.

Negli USA l’uso di ormoni affinché le vacche producano di più latte è consentito per legge. Gli americani sono forti consumatori di latte e di carne, sempre molto conditi di ormoni. Forse è quello il motivo principale del fatto che sempre più bambine a 5 anni di età hanno il ciclo mestruale regolare.

Relazione patogenetica tra diabete tipo I e latte vaccino
La composizione del latte vaccino

Il latte vaccino è composto da circa un 87% di acqua e un 13% da solidi:

- grassi (panna)
- minerali
- solidi lattei, rappresentati dagli zuccheri (lattosio) e dalle proteine, che sono: l'alfa-caseina, la beta-caseina, la kappa-caseina e le proteine sieriche. La beta-caseina è la proteina presente nella percentuale maggiore.

La beta-caseina
Ci sono due principali tipi di proteina beta-caseina, note come A1 e A2. Esistono anche altre varianti minori oltre a questi due tipi, ma attualmente non sono conosciuti.
Le beta-caseine trovate nel latte vaccino sono composte da 209 aminoacidi in una sequenza fissa e la differenza tra tipo A1 e A2 sta in un singolo aminoacido. Infatti mentre il latte A1 ha un aminoacido istidina in posizione 67, il latte A2 in quella posizione ha una prolina.
La prevalenza tra la proteina beta-caseina A1 e A2 varia dalla razza delle mucche e anche dalla regione. Nel mondo occidentale è diffuso il tipo A1, dalla sottospecie Bos taurus.

Le vacche asiatiche della sottospecie Bos indicus  non producono invece beta-caseina di tipo A1.
Le vacche africane, anche se sono soprattutto Bos taurus, non producono comunque beta-caseina A1.
Gli scienziati ipotizzano che circa 8000 anni fa sia avvenuta una mutazione aminoacidica in posizione 67, dove la prolina è stata sostituita dall'istidina.
Ad oggi è noto che due meccanismi patogenetici principali della relazione tra latte vaccino e diabete mellito di tipo 1 sono:

- l'attività oppioide della beta-casomorfina-7, che compromette lo sviluppo dell'immunità intestino-associata
- il mimetismo molecolare tra la beta-caseina e un epitopo del trasportatore GLUT-2, con il conseguente sviluppo di autoanticorpi capaci di colpire le cellule-beta del pancreas.

Tratto dal libro: "Diabete" di Marcello Pamio

Altro motivo che si sospetta sia la causa della mutazione aminoacidica è l’incrocio tra le diverse razze per avere una produzione maggiore di latte e carne. 
Questa rincorsa per selezionare per creare animali con alta resa può aver indotto queste modifiche.

La stessa cosa che sta succedendo con i vegetali, che a causa di questi incroci, selezioni forzate, non generano più cibi di cui il nostro organismo ha bisogno.
La cosa migliore, ma rimane un sogno, è possedere le vacche di vecchia genetica, che sono oltretutto in via d’estinzione, o la capra, così da sapere cosa mangia ed ottenere un latte fresco, genuino e veramente nutriente.