Il potere curativo della febbre

Il potere curativo della febbre

Piccola ricerca dei metodi naturali che si usavano per curare la febbre

A cura di Ferdinando Donolato

La febbre di solito è una difesa dell'organismo, contro microbi e virus. Quando l'organismo è invaso da questi microbi o virus si crea innalzamento di temperatura. L’aumento di calore serve per creare una situazione, dove virus o microbi non trovano più le condizioni per moltiplicarsi e per vivere: l’organismo quindi ha la possibilità di eliminarli.
Da questa premessa si capisce che  non è bene "stroncare" una febbre, semmai va gestita, per questo abbiamo ricercato cosa consigliano i naturopati, e la letteratura in argomento e ve lo presentiamo, ognuno farà poi quello che ritiene opportuno.
Bisogna tener presente che una temperatura troppo elevata può risultare pericolosa, oltre i 42° si possono avere lesioni irreversibili alle cellule cerebrali. Nei bambini piccoli, nei primi 9 mesi di vita, una temperatura di oltre: 39° può essere molto pericolosa: in questi casi la temperatura deve essere abbassata!
La febbre che trattiamo in questa ricerca, è quella classica da influenza, senza patologie tipo: tubercolosi, pleurite, polmoniti, e altre patologie.
Riportiamo anche una frase delle nostre nonne: “el xe cresuo parchè el gà fato ea febre”  “è cresciuto perché ha fatto la febbre”.  Vecchia e seria constatazione, la febbre fa crescere il bambino, rafforza il suo sistema immunitario e lo stimola a prepararsi e migliorare i suoi sistemi difensivi contro le infezioni. Non solo una buona febbre rafforza  “l’io” del bambino, prende maggior possesso del suo corpo e così trova la sua giusta collocazione in questo mondo.


La Febbre - Definizine generale, ipetermia

Febbre = innalzamento della temperatura corporea dovuto ad alterazione dei meccanismi di regolazione termica  dell'organismo e, in particolare, alla dissociazione tra produzione del calore e la sua dispersione.

Febbricola = lieve aumento della temperatura corporea; che risulta compresa fra i 37 e 37,5°c, caratteristico di molte condizioni morbose, spesso senza causa apparente (quali gli stadi iniziali della tubercolosi, le pleuriti, l'ipertiroidismo, alcune malattie infettive, ecc…), questa febbre deve persistere, per riscontrare queste patologie.

La temperatura media del corpo è di 37 gradi centigradi (36,9)  ma si può affermare che ogni persona ha la sua temperatura, essa può essere compresa tra i 36,5 e 37,5°, in questo caso non rientra nella patologia.

Febbricola = tra i 37,5 e 38°
Febbre leggera = tra i 38° e 38,5°
Moderata = tra i 38,5° e 39°
Forte = tra i 39 e 40°
Ipertemia = oltre i 40°


Ipertermia

L'aumento della temperatura non va esclusivamente di pari passo con la gravità del caso, specialmente nei bambini, i quali possono presentare una febbre elevata dopo una crisi  di nervosismo e magari non avere febbre con un tifo. La febbre ha di solito un punto di minima al risveglio e un punto di massima attorno alle 17:00 - 18:00 (ricordarsi dell’ora solare).

Buona regola per misurare la febbre è non mettere il termometro sotto l'ascella, in quanto la sudorazione falsa facilmente i  risultati da 1/2 a 1° di meno.
Per avere i risultati più sicuri si deve prendere la temperatura per via rettale, se è possibile, (emorroidi sono una controindicazione) altrimenti in bocca considerando che c'è una differenza di +1°.
Attualmente sono in commercio i nuovi modelli di termometri digitali per i quali bisogna attenersi alle istruzioni.
Bisogna tenere presente che una temperatura troppo elevata può risultare pericolosa, oltre i 42° si possono avere lesioni irreversibili alle cellule cerebrali.
La febbre in sé rappresenta un pericolo per la maggior parte degli individui solo oltre i 41,5 °C.
Solo per (circa) 4 bambini su 100 tra i sei mesi e i sei anni una febbre di entità moderata (circa 39°C) può costituire un rischio di convulsioni.
Si tratta quasi sempre di forme benigne, che si risolvono da sole senza conseguenze, ma tendono a ripetersi nella metà circa dei casi.
In tutti gli altri casi (circa 96 bambini su 100) non è necessario né opportuno intervenire subito con i farmaci antipiretici durante la febbre, e ciò vale anche per tutti i bambini sopra i 6 anni.


Come comportarsi in caso di febbre

Accertato per prima cosa che è solo una fase influenzale si inizia con dar sfogo al “calore interno" che genera l'aumento della “temperatura". Una febbre diventa pericolosa quando non ha la possibilità di sfogare. Se noi accendiamo una caldaia, creiamo del calore; ma se questa caldaia non ha una canna fumaria e tutto il calore rimane dentro si avranno certamente dei danni alla struttura della caldaia.

Se invece la caldaia ha una buona canna fumaria, cioè uno sfogo, noi possiamo fare molto fuoco, dunque calore ma non avremo danni strutturali.  Così è anche per il nostro organismo, noi dobbiamo portare all'esterno il calore in eccesso che abbiamo dentro e farlo disperdere.  In questo modo evitiamo di avere danni. I danni di una febbre avvengono a livello cerebrale dunque sono di solito danni molto gravi, lesivi dell'integrità della persona. Per cui diventa importante portare via il calore dalla testa o zona cerebrale. La temperatura della testa deva essere sempre sotto controllo. La febbre si affronta considerando l’età dell’ammalato. Ad un bambino piccolo è difficile far prendere tisane o altre cose con facilità, per cui molti medicamenti è opportuno siano trasmessi dalla madre tramite l’allattamento.  L’allattamento materno è di per se un valido aiuto per il bambino.

La febbre è stata trattata, con le terapie naturali, con diverse modalità a seconda dell'epoca e della zona. Molti trattamenti empirici si sono rilevati ottimi rimedi, mentre altri hanno aggiunto problemi ai problemi.
Si espone qui di seguito, come si comportavano le persone di buon senso in caso di febbre.


Che cosa fare sempre

Fare bere molto e umidificare l'ambiente.
Molti liquidi come: estratti o centrifughe di mele (tante) e carote (poche), oppure mele grattugiate, frullati, minestre, acqua e miele, acqua miele e limone, acqua e limone.  Importante in questo periodo bere.
Solo se c'è appetito adottare una dieta a base di cibi semplici e digeribili come frutta, minestre di verdure, riso o succhi.
Fare frizioni fredde a tutto il corpo (lontano dai pasti) con successivo riposo a letto, per favorire la reazione vasomotoria della pelle, avvolti poi da coperte più volte al giorno.
Mantenere i piedi caldi (con borse di acqua calda o massaggi).
Molto utile la pulizia dell’intestino.
Tutto ciò normalmente previene, anche nel 4% dei bambini a rischio, le convulsioni febbrili.


Intestino pulito

La prima cosa da fare in caso di febbre è pulire l’intestino.  Questa antica e validissima pratica veniva adottata fino a pochi anni fa dai “medici condotti”.  Chi non ricorda in caso di febbre la famosa e unica medicina che prescrivevano: “l’olio di ricino”. Un purgante molto potente e di sicuro effetto. Questa pratica è stata completamente dimenticata, ora si possono usare metodi meno cruenti. Ricordo a chi legge queste righe: i “medici condotti” quando venivano contattati perché un bambino aveva la febbre davano una risposta molto “saggia”: “intanto lo purghi e domani se ci sono problemi vengo a visitarlo”,  di solito il giorno dopo non venivano chiamati. L’aumento della temperatura corporea, normalmente porta a far sudare il febbricitante. La sudorazione fa eliminare molti liquidi dall’organismo. Pure le feci che si trovano nell’intestino crasso subiscono questa perdita di liquidi e tendono di conseguenza a diventare dure così che la loro eliminazione diventa problematica.  Il ristagno delle feci nell’intestino crasso, fa aumentare le tossine nell’organismo.   Praticamente l’organismo assorbe delle “sostanze” che ci sono nelle feci perché queste non sono state eliminate. Queste sostanze non sono certamente utili considerando che dovevano essere eliminate.  Il tutto si trasforma in un ulteriore aggravamento della situazione, perché l’organismo non deve solamente reagire all’influenza, ma deve usare una parte delle sue risorse per eliminare le “tossine” che provengono dalle feci stagnanti. Il nostro organismo deve così lavorare su due fronti, distogliendo energie preziose per superare l’influenza.  E’ stato constatato che la pulizia dell’intestino (svuotamento) nella maggior parte delle persone porta una diminuzione della temperatura da ½ a 1° dopo circa 30 minuti.

Il clistere si esegue usando l'enteroirrigatore, tranne che per i bambini piccoli dove si usa la "peretta - schizzetto" a seconda di come la si vuol chiamare. Per un clistere si usa normalmente acqua, si può fare anche usando delle tisane, come tiglio o camomilla.

Se, oltre al clistere, c’è bisogno di idratare, si aggiunge un pizzico di sale fino. L'acqua del rubinetto contiene di solito il cloro, e questo non va troppo bene per la parete intestinale. E’ consigliabile quindi filtrare l’acqua, oppure usare l'acqua minerale (quella in bottiglie di vetro).  La temperatura dell'acqua deve essere di 35°- 36°, si misura con il termometro. La quantità di acqua da usare dipende dalla persona,  si ricorda che si può arrivare ai 2 litri per l’adulto.

L'effetto del clistere è stupefacente per febbre alta, mal di testa e diarrea. Il clistere abbassa la febbre alta di circa un grado, in modo che i sintomi che l'accompagnano, come il malessere, lo stordimento e l'inquietudine, vengono mitigati e il recupero del sonno è garantito.

Il clistere idrata il bambino (indicato sia in caso di stipsi che di diarrea), riduce la temperatura dei visceri (di solito circa 1 grado più elevata della pelle), favorisce il drenaggio “epato – renale”  in un momento in cui il corpo ha bisogno di concentrare le forze contro i virus.

Condizioni per eseguirlo: ambiente caldo,   no correnti d'aria, stomaco vuoto.

Tecnica: Si riempie la peretta di acqua o tisana, avendo cura che non ci sia aria.  Il bambino, viene sdraiato sul fianco sinistro a gambe piegate, si applica olio o glicerina nel sedere e nella cannula, poi si inserisce delicatamente. Si spruzza l’acqua con molta delicatezza, si  cerca di far trattenere l’acqua per un minuto e poi far scaricare.  Se il bambino è piccolo si mette il pannolino e si controlla quando scarica. Nel bambino molte volte con il primo clistere non succede "niente", perché utilizza l'acqua per idratarsi,  basta fare un secondo clistere dopo una decina di minuti e il bambino si libera.

Per chi usa l’enteroirrigatore chiamato anche “sacca” deve avere l’accortezza di considerare  l’altezza dove questa viene posta.  La sacca deve avere un’altezza di  10 – 20 cm.  L’acqua che scende non ha pressione e non crea problemi alla mucosa del colon. 

Mai fare un clistere dopo mangiato,  in ambiente freddo e se ci sono problemi all'intestino.

Questa metodologia di pulizia, praticata da migliaia di anni in molti paesi, permette all'organismo di fronteggiare con più vigore un'influenza.  La maggior parte dei bambini cercano di rifiutare il clistere, ma una volta sperimentati gli immediati benefici, viene preferito ad altre forme di terapia.

Mai dire: “ma il piccolo sta già male lasciamolo stare”,  “non gli piace”,  “ ha già fatto la cacca” e quant’altro. Vedrete quante “cose” escono e come si rilassa e migliora il suo stato fisico, non è una violenza ma un serio e doveroso aiuto nei suoi confronti: rinuncereste a fare una delle cose più importanti per la sua salute.

Per i bambini piccoli si usa una “peretta – schizzetto” da 50 ml, per quelli più grandicelli da 100 ml, per le persone adulte si usa l’”enteroirrigatore” o sacca che contiene fino a due litri.


La febbre e le cure naturali

Per affrontare una febbre ci sono molte possibilità, bisogna innanzi tutto rimanere calmi, sempre calmi, solo così si trovano le risposte migliori ai problemi che di volta in volta si presentano.

Erbe: oramai la conoscenza di queste nostre grandi e preziose alleate sta venendo meno. Ben pochi conoscono e vanno a raccogliersi queste preziose sostanze. Per inciso queste dimenticanze stanno influendo anche sulla nostra economia famigliare.  Ci sono varie possibilità per assumere i principi attivi delle piante utili al nostro organismo: l’infuso, la tintura madre, il macerato glicerinato, l’estratto secco e gli olii essenziali. L’infuso è alla portata di tutti, mentre per le altre estrazioni bisogna avere un po’ di conoscenza ed esperienza per farsele.

Si ribadisce l'importanza di “andar a raccogliere le erbe”,  solo in questo modo siamo certi di avere le erbe che ci fanno bene. Si ricorda il tempo balsamico e l’orario di raccolta per aver un ottimo risultato.   In Italia è permessa la radiazione delle erbe aromatiche (si conservano di più). I mutamenti che questa pratica causa non sono conosciuti, dovete informarvi, se le acquistate, se hanno questo problema.

Infuso:  per 1 tazza normale, versare l'acqua bollente su un cucchiaino da te di erba scelta. La tazza in ceramica e con il coperchio.  Lasciare riposare coperto l’infuso per 10 minuti. Filtrare, e servire. Si può nella maggior delle volte dolcificare con miele. (non usare miele di castagno, altrimenti sa da sapone)

Infuso: fiori di tiglio, buono contro qualsiasi malattia febbrile. Questo trattamento dell'influenza, stimola il metabolismo e la sudorazione espellendo così la malattia. Dev'essere bevuto il più caldo possibile, e può provocare un innalzamento della temperatura corporea della quale non bisogna assolutamente spaventarsi. Se la febbre è già inizialmente molto alta, si prepari un infuso più debole e si beva tiepido. In presenza di tosse forte durante l'influenza si possono mescolare alle infiorescenze farfaro o timo. L'infuso di fiori di tiglio è eccellente anche nella profilassi contro le malattie da raffreddamento, specialmente per i bambini soggetti a frequenti infezioni.

Normalmente si dà ai bambini da mezza fino a una tazza di infuso da tre a cinque volte al giorno. Se l'infuso, in presenza di febbri altissime, dev'essere meno forte, è sufficiente raddoppiare la dose d'acqua.

Infuso: fiori di sambuco, è il più indicato, dopo l'infuso di tiglio, con il quale può essere mescolato, in caso di raffreddore. Preparazione e somministrazione: un cucchiaino di fiori per un quarto di litro bollente,  filtrare dopo quindici minuti da mezza a una tazza da tre a cinque volte al giorno.

Infuso: salice (Salix Alba) si usa la corteccia dei rami di 2 o 3 anni. Da sempre conosciuto e usato contro le febbri. Si preparava una ottima e apprezzata  tisana anti influenzale, grazie al suo principio attivo “glicoside salicina” che l’organismo trasforma in acido salicilico. Il salice è un antidolorifico, abbassa la temperatura ed è antiinfiammatorio e antireumatico. Si usano fino a tre tazze al giorno.

Tintura madre: (TM)
sono degli estratti alcolici da pianta fresca.  Si usano in gocce dopo averle aggiunte ad acqua.
Inula  Helenium - radice - 25 gocce più volte al giorno.
Verbascum Thapsus - pianta intera - 20 gocce tre volte al giorno
Lavandula Officinalis - sommità fiorita - 30 gocce tre volte al giorno.

Macerato glicerinato:  (M. G.  1 DH)
Sono estratti  usando le gemme delle piante  
Alnus Glutinosa M.G. - 1DH
Betulla Pubescens M.G. - 1 DH
Ribes  Nigrun M.G. - 1 DH
anche massimo 50  gocce alternate ogni 1 o  2 ore
bambini massimo 5 gocce alternate ogni 1 o 2 ore.

Oppure, una miscela già preparata di gemmo derivati come:

Viburnum lantana MG - 1DH
Ribes nigrum MG - 1DH
Carpinus betulus MG - 1DH
Alnus glutinosa MG - 1DH
Betula pubesens MG - 1DH
Fino a 10 gocce per 5 volte al giorno.


Olii essenziali

Sono estratti da piante molto potenti. Si possono assumere sia per via interna sia tramite la pelle.
Sono battericidi molto potenti e alcuni hanno spiccate proprietà antivirali, sono da usare in piccole quantità.

Da sempre sono stati usati contro la febbre: Timo, Limone, Eucalyptus, Lavanda, Cannella, Melaleuca (Tea Tree Oil),  Origano.

Questi sono gli olii essenziali (O.E.) più usati in caso di febbre.  Gli olii essenziali non si possono usare nei bambini fino all’anno di età,  sono troppo forti per loro.

Si possono assumere sia per via interna che esterna: bisogna sempre preparare una miscela tra olio essenziale e olio extra vergine di oliva, che può essere un solo olio essenziale oppure una miscela di questi.  Come fare: si acquista una boccetta con il contagocce da 20 ml, (si trova facilmente in farmacia e sono di vetro scuro) si mettono 20 gocce di O.E. di timo,  20 gocce di O.E. di malaleuca (tea tree oil) 20 gocce di O.E. di origano e 20 gocce di O.E. di limone,  si riempie la boccetta di olio, si agita ed è pronta la miscela.

Un adulto può, per uso interno, assumerne 15 gocce anche 4 volte al giorno, un bambino non più di 5 gocce 4 volte al giorno.
Se non piace si mettono le gocce in un pò di acqua tepida con un pochino di miele e diventano più facili da assumerle. 
Questo è un esempio di miscela di olii essenziali, si può usare un solo olio oppure gli olii più indicati per i vari sintomi. Esternamente si può massaggiare con queste soluzioni, usando poche gocce, il bambino, ma va bene anche per l’adulto specialmente nella zona dell’ombelico. In questa miscela di olii e olio extra vergine di oliva,  gli olii essenziali non danno  “fastidio”, non irritano e non “bruciano”.

Antica ricetta Erboristica: Cardo santo 25%, Genziana 25%, Centaurea 25%,  Tormentilla 25%.  Mezzo etto della miscela per un litro di acqua, si fa bollire per 10 minuti,  si spegne e si lascia a riposare 1 ora e se ne bevono tre tazze al giorno.

Ai bambini piccoli è impossibile fare prendere questi prodotti. In questi casi è la mamma che li prende e poi li passa al bimbo con  l’allattamento.


Omeopatia

L’omeopatia dispone di molti rimedi e molto efficaci. Per i bambini piccoli i “granuli” si fanno sciogliere in un po’ di acqua e si danno da bere. I rimedi classici sono:

I rimedi classici sono:

Belladonna D6:  nei casi di febbre forte ed improvvisa, prevalentemente alla sera, accompagnata da una faccia rossa e calda e da forte traspirazione, indicata anche quando il bambino è agitato aggressivo e non ha voglia di bere.

Aconitum D9:  nei casi di angoscia, assenza di sudore e di sete.

Ferrum Phosphoricum D6: indicato nei bambini pallidi, che cambiano colore nello stato febbrile e patiscono facilmente il freddo,  sono tranquilli perché di solito hanno anche la tosse e se si agitano questa è dolorosa, inoltre soffrono di male agli orecchi.

Eupatorium Perforatum  D6: quando la febbre è più alta alla mattina della sera, ed è accompagnata da debolezza e dalla sensazione di sentirsi a pezzi, inoltre si manifesta ipersensibilità agli occhi, in modo particolare al mattino e hanno voglia con insistenza di bevande fresche.

Gelsenium D6: il bambino si trova in uno stato di evidente stordimento, ha un gran desiderio di dormire e si sente debole, quando accusa dolori alle membra, brividi e tremore,  quando non ha sete e il caldo gli da fastidio e quando i sintomi sono più forti al pomeriggio. Questo rimedio è indicato specialmente per l’estate.

Si possono trovare in commercio anche dei preparati che contengono più di un rimedio omeopatico, esempio: 

R1 (sono gocce antinfiammatorie – antinfettive)  contengono: Apis Mel D4, Barium Chorat. D6,  Belladonna D4,  Calcium Jodat. D4,  Hepar sul. D12,  Kalium bichr. D4,  Lachesis D12,  Marum Ver. D6,  Mercur. subl. corr. D5,  Phytolacca D4.

Somministrazione: stati infiammatori e infettivi acuti, con febbre elevata, richiedono un dosaggio di 10-15 gocce in poca acqua ogni mezz’ora. Dal secondo giorno di terapia ridurre le somministrazioni intervallandole di 1-2 ore fino a guarigione completa. Nei bambini si deve ridurre il dosaggio a tre gocce per i piccolissimi e 5 gocce da 18 mesi.

R6 (sono  gocce antinfluenzali) contengono: Aconitum D4,  Bryonia D4,  Camphora D6,  Causticum Hahnem. D6,  Baptisia D4,  Eupatorium perf. D3,  Ferrum phosph. D6,  Gelsenium D6,  Eucalyptus D3, Sabadilla D6.  Somministrazione: negli stati influenzali acuti è opportuno somministrare 10 gocce in poca acqua ogni 15 minuti per alcune ore. All’abbassarsi della temperatura e quando inizia la sudorazione portare il dosaggio a 10-15 gocce ogni 1-2 ore secondo la sintomatologia clinica fino a garigione. Nei bambini ridurre il dosaggio.

Questi rimedi si possono somministrare assieme, anche con questa metodologia: 60 gocce di R1 e di  R6 in un bicchiere di acqua e si somministra un cucchiaino ogni ¼ d’ora. Se il bambino dorme lo si lascia stare.


Naturopatia

Idroterapia: l’uso dell’acqua fredda serve a levare il calore interno. Il freddo richiama il caldo, il tal modo viene decongestionata la testa e tutto il corpo.
Ambiente: caldo;
Ammalato a digiuno;
Piedi e mani calde (o si riscaldano con borsa di acqua calda o massaggi);

Le frizioni o spugnature:
ai primi rialzi febbrili si può praticare fino a 6 frizioni fredde al giorno con immediato riposo a letto ben coperti, con un'eventuale borsa di acqua calda ai piedi.
Spogliare rapidamente e frizionarlo con un asciugamano di cotone che è stato immerso in un catino di acqua fredda con 3 – 4 cucchiai di aceto. L’asciugamano deve essere strizzato, solo umido non grondante di acqua.

Tecnica: si passa il corpo del febbricitante con il panno umido partendo dal braccio destro poi il sinistro, collo,  petto da destra a sinistra, addome in forma circolare oraria, gamba destra, gamba sinistra,  schiena e gamba destra e sinistra dietro. Avendo cura di bagnare e strizzare più di una volta il panno nell'acqua fredda.   Di solito, soprattutto se il bimbo è ipersensibile o riluttante, si passa solo addome, cosce, gambe e braccia. Rivestirlo velocemente. Il tutto dura non più di un minuto. Coprirlo bene per fare reazione sudatoria. Di norma le frizioni vanno eseguite con acqua fredda. Solo se il corpo è freddo e ci sono brividi si può fare con acqua calda, seguita successivamente, se possibile, da quella fredda. Ripetere ogni 30-120 minuti fino 6 frizioni al giorno, evitando di svegliare il febbricitante se dorme.  Questo trattamento apre i pori cutanei e aumenta la reazione della pelle favorendo la sudorazione l'effervescenza della febbre. La reazione vasomotoria cutanea aiuta a proteggere il cervello da eccessive congestioni ed anche dalle convulsioni febbrili. Se eseguita con dolcezza e attenzione incontra nel tempo la piena accettazione dl bambino.  Questa terapia è indicata anche per gli adulti.

Impacchi: polpacci e avambracci. Si bagnano in acqua fredda e si strizzano 4 fazzoletti (1 per arto) e si fasciano gli avambracci e i polpacci. Con altri 4 fazzoletti si ricoprono e si mette il bimbo a letto, si può ripetere molte volte questo impacco, si cambia quando diventa caldo.

Fasciatura: è la tecnica migliore, però bisogna eseguirla molto bene, altrimenti conviene non farla per non creare problemi al febbricitante. La fasciatura si esegue da sotto le ascelle alle ginocchia. Tecnica: si bagna in acqua fredda una stoffa di cotone leggero della giusta misura. Si fascia per bene il bambino e poi si rifascia con un telo grosso asciutto e sopra ancora una stoffa di lana.  Si mette a letto l’ammalato e dopo  4 – 5 minuti al massimo non deve avere nessuna sensazione di freddo se il freddo persiste si toglie il tutto. Si può lasciare la fasciatura per 20 – 30 minuti poi si toglie il tutto.

Pigiama: Si prendono i pantaloni lunghi di un pigiama leggero. Lo si immerge in acqua fredda si strizza e lo si infila al bambino. Sopra un altro pigiama più grosso e lo si mette a letto. Dopo poco non deve più avere la sensazione di freddo, altrimenti si toglie il tutto. Anche questa tecnica per  20- 30 minuti.

Bagno totale: anche questa è una tecnica idroterapica molto importante, che può essere di notevole aiuto. Si immerge il febbricitante in una vasca d’acqua.  E’ importante che la temperatura dell’acqua abbia 2 gradi in meno dell’ammalato. Esempio febbre a 40°  l’acqua deve essere a 38°.  Per osmosi viene tolto un grado all’ammalato e si ritrova con la febbre a  39°.

Importante: non immergere mai l’ammalato in acqua fredda può fare un collasso e rimanerci!!!!

Panno umido freddo sulla fronte: non è una buona soluzione anche se delle volte può dare sollievo. Questo impacco porta calore alla testa, mentre è importante levarlo, per non danneggiare il cervello.

Cataplasma di argilla: si prepara un impasto di argilla e acqua (la consistenza dello yogurt) si stende l’argilla preparata su un foglio di carta da pacchi della grandezza dell’addome del febbricitante, per uno strato di un millimetro/ due e sopra si mette una garza. Si applica fredda sull’addome (in questo modo quando si toglie non rimane argilla da lavare). Appoggiato il cataplasma si fascia prima con il cotone e poi sopra lana, si blocca il tutto con una rete elastica oppure con una fascia elastica. Se dopo cinque minuti c’è ancora la sensazione di freddo dove è stato applicato il cataplasma togliere tutto. Altrimenti lasciare un’ora o due poi si può sostituire. Questa terapia riduce la temperatura addominale e assorbe  tossine e infiammazioni, inoltre porta via il calore dalla testa.
Ricordarsi di non svegliare mai il bambino, poiché il sonno è curativo.
Se dorme, il cataplasma andrà lasciato fino al risveglio. Invece di usare l’argilla si può usare la terra, che però non deve essere contaminata. Si usa la stessa tecnica, ma lo “strato di terra” è di 5 millimetri.

Altre indicazioni: Limone:  per chi ha mal di testa, pesantezza o si sente che la testa gli scoppia, si può mettere sulla pianta del piede una fetta di limone (in ogni piede) e si fascia, questa tecnica leva il più delle volte i problemi sopra menzionati.

Pappa reale: Durante una febbre la pappa reale svolge un ottimo supporto grazie alle sue praticità  antivirali e antibattericida. La pappa reale va presa in poca quantità per via sublinguale cioè sotto la lingua e lasciando a poco a poco che venga assorbita, in caso di influenza veniva consigliato di prendere la pappa reale  anche tre volte al giorno.  Per chi non riesce a sopportare il gusto si può miscelarla con il miele.

Propoli: in caso di influenza vengono consigliate 20 gocce tre volte al giorno, ricordo che qualcuno è allergico alla propoli.

Vitamina C: durante l’influenza non dovrebbe mai mancare la vitamina C. Durante la febbre è utile aumentare la quantità di Vitamina C naturale giornaliera di 5-10 volte, fino a 500 mg al dì in ogni forma.

Consigliamo spremute o succhi freschi di agrumi. Gli alimenti  più ricchi di vitamina C sono la rosa canina e  acerola. La rosa canina si può assumere in opercoli, succhi o gocce. Si può reperire anche in tisana o marmellata.

Aglio  Cipolla: altra consuetudine interessante era mettere 1 o 2 cipolle tagliate a metà e 2 spicchi di aglio tagliato a metà nella stanza dell'ammalato. Le esalazioni dei principi attivi di queste "gigliacee" vengono respirate dal febbricitante e queste esalazioni portano un grosso beneficio e un valido aiuto per combattere la febbre.

Ginepro: Fin dai tempi antichi c'era la buona abitudine di usare dei "fiumi" per purificare gli ambienti. Le bacche di ginepro messe a bruciare purificano l'aria e l'ammalato ha la possibilità di respirare aria non  contaminata.

Cloruro di Magnesio: anche questo sale è un ottimo aiuto nel momento delle infezioni, vedere nel sito www.corvelva.it alla voce “poliomielite”  molte indicazioni.  Ricordo che il cloruro di magnesio si deve usare lontano dall’omeopatia.

Argento colloidale: da sempre conosciuto come un potente anti batterico e anti virale.


 Download: Il potere curativo della febbre