Johnson & Johnson sapeva da decenni che c’era amianto nella sua polvere per neonati

Johnson & Johnson sapeva da decenni che c’era amianto nella sua polvere per neonati

La Johnson & Johnson sta affrontando migliaia di cause legali secondo cui il suo talco ha causato il cancro. La sua difesa è ferma sulla sicurezza e la purezza del suo prodotto iconico. Ma i documenti interni esaminati da Reuters dimostrano che la polvere della compagnia era a volte contaminata da amianto cancerogeno e che J&J nascondeva tali informazioni ai regolatori e al pubblico.


Darlene Coker sapeva che stava morendo. Voleva solo sapere perché. Sapeva che il suo cancro, il mesotelioma, era sorto nella delicata membrana che circondava i suoi polmoni e altri organi. Sapeva che era raro quanto mortale e dovuto all'esposizione all'amianto. Sapeva anche che affliggeva soprattutto uomini che inalavano polvere di amianto nelle miniere e industrie, come quelle per la costruzione navale, che usavano amianto cancerogeno prima che i suoi rischi venissero compresi.

Coker, 52 anni, aveva allevato due figlie e gestiva una scuola di massaggi a Lumberton, una piccola città nel Texas orientale. Come era stata esposta all'amianto? "Voleva risposte" dichiarò sua figlia Cady Evans.

Coker combatteva per ogni respiro e soffriva di un dolore paralizzante, ingaggiò Herschel Hobson, un avvocato esperto di lesioni personali ed insieme arrivarono ad un sospetto: il Johnson's Baby Powder, che Coker aveva usato per i suoi bambini e che si è spruzzata su se stessa, poteva averle causato la sua patologia. Hobson sapeva che il talco e l'amianto si trovano spesso insieme come materie prime e che il talco estratto poteva essere contaminato con l'agente cancerogeno. Coker ha citato in giudizio Johnson & Johnson, sostenendo che il "talco velenoso" era il suo assassino.

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Cady Evans (a sinistra) e sua sorella, Crystal Deckard, circondati dalle foto della madre, Darlene Coker, la cui causa contro Johnson & Johnson 20 anni fa è stata una delle prime a sostenere che il talco da neonato dell'azienda Johnson & Johnson causava il cancro. FOTTO DI REUTERS / Mike Blake

Coker non ebbe altra scelta che abbandonare la sua causa poiché in America, quando sei il querelante, hai l'onere della prova e non avevano nessuna pova. Era il 1999, e soli due anni dopo, il materiale ricercato da Coker e dal suo avvocato stava emergendo visto che la J&J è stata costretta a condividere migliaia di pagine di note aziendali, rapporti interni e altri documenti riservati, a causa di richieste di altri 11.700 querelanti. Il talco della J&J aveva causato loro il svariati tipi di cancro.

L'agenzia di stampa britannica Reuters ha esaminato molti di questi documenti, così come da testimonianze di deposizioni processuali, e si è dimostrato che dal 1971 agli inizi degli anni 2000 il talco grezzo e le polveri finite della società a volte risultavano positivi per piccole quantità di amianto e che i dirigenti della società, i miei manager, gli scienziati, i dottori e avvocati, si sono sempre dati da fare per risolvere e affrontare il problema per il problema senza mai rivelarlo agl'enti regolatori o al pubblico.

I documenti descrivono anche gli sforzi volti a influenzare i piani degli enti regolatori statunitensi per limitare l'amianto nei prodotti cosmetici a base di talco, e la ricerca scientifica sugli effetti del talco sulla salute. Tutti sforzi ben riusciti visto sia gli enti regolatori che le ricerche scientifiche non misero mai mano al problema amianto nel talco.

Solo una piccola parte dei documenti prodotti durante i processi venne resa pubblica, un accordo con la J&J "proteggeva" molta della documentazione prodotta ed in cambio la casa produttrice accettava di consegnare praticamente tutta la documentazione. I documenti che vedrete di seguito è la prima volta che vengono resi pubblici.


Il rapporto Reuters

Un nuovo ed esplosivo rapporto di Reuters pubblicato recentemente potrebbe ribaltare la narrativa che circonda i potenziali rischi di cancro del talco Johnson & Johnson. Secondo il rapporto, la Johnson & Johnson - i creatori del più famoso prodotto di talco di consumo, Baby Powder - sapeva da decenni che i suoi prodotti a volte contenevano amianto cancerogeno, ma faceva tutto il possibile per mantenere le sue scoperte nascoste al pubblico e persino ai funzionari della sanità.

Le accuse del rapporto provengono da migliaia di pagine di documenti aziendali interni che l'agenzia di stampa inglese ha messo a disposizione del pubblico. Molti documenti sono stati ottenuti nel corso di battaglie legali contro Johnson & Johnson nel corso degli anni da parte di querelanti che lamentavano che i loro prodotti avevano causato il cancro.

Ii documenti sembrano dipingere un'immagine schiacciante delle azioni dell'azienda - e dell'inazione - che circonda i suoi prodotti.

Il talco è un'argilla bianca soffice estratta nelle miniere. In queste miniere, l'amianto - un termine ampio per sei tipi di minerali che possono essere trovati in fibre lunghe e sottili - si trova regolarmente insieme a depositi di talco. Ma per decenni la società ha assicurato al pubblico e ai regolatori che i suoi prodotti erano privi di amianto, anche se alcuni test interni e indipendenti hanno provato il contrario.

Nel 1976, quando la Food and Drug Administration (FDA) americana stava ponderando i limiti dell'amianto nei prodotti cosmetici di talco, J&J assicurò al regolatore che nessun tipo di amianto era "rilevato in nessun campione" di talco prodotto tra il dicembre 1972 e l'ottobre 1973 omettendo all’agenzia che almeno tre test, di tre diversi laboratori dal 1972 al 1975, avevano trovato amianto nel talco - in un caso a livelli segnalati come "piuttosto alti".

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AGHI IN UN HAYSTACK: Bundles (a destra e al centro) e una singola fibra (a sinistra) che un laboratorio di querelanti ha trovato in una prodotto J&J del 1978 di Baby Powder del museo aziendale della J&J stessa. Si vedono perfettamente le forme aghiforme dell'amianto. Foto gentilmente concessa da Mark Lanier.

Dopo la fallita causa legale di Coker ci sono stati più di 11.000 querelanti che hanno affermato che i prodotti di J&J hanno causato il cancro. Molte di queste cause legali sono state perse nello stesso modo della Coker, ma molti altri verdetti hanno condannato la multinazionale. Proprio in luglio 2018, una giuria del Missouri ha ordinato alla compagnia di pagare $ 4,69 miliardi di danni a 22 donne e alle loro famiglie. Nel 2017, tuttavia, un giudice della California aveva annullato un verdetto di $ 417 milioni e ordinato un nuovo processo.

In risposta a Reuters, un portavoce della compagnia per J&J ha dichiarato all'agenzia che i suoi risultati (al netto del fatto che i risultati sono la lettura dei report interni J&J ndr) erano falsi e fuorvianti e che qualsiasi test positivo era anomalo. Le vendite della società, tuttavia, sono diminuite dell'11% dopo la pubblicazione del rapporto, secondo la CNN.

A leggere l'intero report pubblicato da Reuters viene in mente qualcosa di sconvolgente, ma di già visto. Un'azienda privata ha manipolato per oltre 50 anni i risultati scientifici e ha influenzato in maniera diretta gli enti regolatori, l'FDA, per non imporre limiti sull'amianto nel talco per cosmesi. La Johnson & Johnson da parte sua ha reagito come reagiscono sempre in questo caso, additare come fake news e costruire un sito web per smontarle, ma i dati sembrano incontrovertibili.

Le prove di ciò che sapeva J&J sono emerse solo durante i contenziosi legali. Alcuni avvocati sapevano da quei precedenti casi e che i produttori di talco testavano l'amianto e iniziarono a richiedere la documentazione dei test di J&J. Ciò che la J&J ha prodotto in risposta a queste richieste, ha permesso agli avvocati di affinare la loro argomentazione: il colpevole non era necessariamente il talco stesso, ma anche l'amianto nel talco. Questa affermazione, sostenuta da decenni di solida scienza che mostrava che l'amianto causa mesotelioma ed è associato a tumori ovarici, è stato l’elemento vincente nei tribunali ma le cause non sono state tutte identiche.

Secondo uno studio dell'11 agosto 2017, un laboratori ha scoperto l'amianto nel talco Shower to Shower degli anni '90. Un altro laboratorio ha trovato amianto in più della metà dei campioni multipli di Baby Powder degli ultimi e persino una bottiglia del 1978 tenuta nel museo aziendale di J&J.
 
Dal 2003, il talco in polvere per bambini venduto negli Stati Uniti è arrivato dalla Cina tramite il fornitore Imerys Talc America, una società con sede a Parigi e co-imputato nella maggior parte delle controversie sul talco. Imerys e J&J hanno sempre dichiarato che il talco cinese è sicuro. Sicrezza poi confermata da molteplici organismi regolatori e scientifici.

J&J, con sede a New Brunswick, nel New Jersey, ha dominato il mercato delle polveri di talco per oltre 100 anni. Le sue vendite superano quelle di tutti i concorrenti messi insieme, secondo i dati di Euromonitor International. Mentre i prodotti a base di talco hanno contribuito con soli 420 milioni di dollari rispetto alla totalità del fatturato J&J, circa 76,5 miliardi di dollari nel 2017, Baby Powder è considerato un aspetto essenziale dell'immagine aziendale.

La crescente controversia che circonda J&J non ha scosso gli investitori. Il prezzo delle azioni è aumentato di circa il 6 percento nel 2018. I casi legati al talco costituiscono meno del 10% di tutte le cause di lesioni personali in corso contro J&J. Il presidente e amministratore delegato Alex Gorsky nel luglio 2018 ha ribadito che: "Restiamo fiduciosi che i nostri prodotti non contengono amianto".
Il commento di Gorsky, echeggiato in innumerevoli dichiarazioni di J&J, manca di un punto cruciale: l'amianto, come molti agenti cancerogeni ambientali, ha un lungo periodo di latenza. La diagnosi di solito arriva anni dopo l'esposizione iniziale - 20 anni o più per il mesotelioma. Oggi i prodotti di talco J&J possono essere sicuri, ma il talco in questione in migliaia di cause è stato venduto e utilizzato negli ultimi 60 anni.
 
Questo punto è riconosciuto in una nota del 2013 di una dichiarazione per la pagina "Impegno per la sicurezza e la cura" del sito web di J&J. La versione originale trasmetteva una garanzia generale di sicurezza. La versione modificata era meno definitiva: “Our talc-based consumer products are have always been (we cannot say “always”) asbestos free, as confirmed by regular testing since the 1970s.”

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“Safety first”

Nel 1886, Robert Wood Johnson, arruolò i suoi fratelli più giovani in un'identica startup costruita attorno al motto "Safety First". La polvere di Johnson's Baby nasceva da una fila di cerotti medicati, strisce di gomma appiccicosa caricate con senape e altri rimedi casalinghi. Quando i clienti si lamentavano dell'irritazione della pelle, i fratelli inviavano pacchetti di talco.

Ben presto, le madri iniziarono ad applicare il talco alla pelle irritata dal pannolino dei bambini. I Johnsons prendevano nota e aggiungerono una fragranza che diventò una delle più riconoscibili al mondo. Setacciavano il talco in scatole di latta e nel 1893 iniziarono a venderlo come polvere per neonati di Johnson.

Alla fine degli anni '50, la J&J, scoprì che il talco proveniente dalla sua principale fonte mineraria per il mercato degli Stati Uniti, nelle Alpi italiane, conteneva tremolite. È uno dei sei minerali - insieme a crisotilo, actinolite, amosite, antofillite e crocidolite - che si trovano in natura come fibre cristalline conosciute come l'amianto, un cancerogeno riconosciuto. Alcuni di questi composti, compresa la tremolite, si presentano anche come rocce "non asbestiformi" insignificanti. Entrambe le forme si verificano spesso insieme e in depositi di talco.

La preoccupazione di J&J in quel momento era che i contaminanti rendessero la polvere abrasiva e mandarono tonnellate di talco italiano in un laboratorio privato a Columbus, nell'Ohio, per trovare modi per migliorare l'aspetto, il tatto e la purezza della polvere, rimuovendo il più possibile la "grana". In una coppia di rapporti del 1957 e del 1958, il laboratorio affermava che il talco conteneva "dall’1% al 3% di contaminante", descritto come una tremolite per lo più fibrosa e "aciculare".

La maggior parte degli autori di questi e altri documenti citati nei vari articoli, sono morti. Sanchez, il geologo di RJ Lee, azienda che ha accettato di fare da testimone in 100 processi della J&J, ha dichiarato che: “il tremolite trovato decenni fa nel talco dell'azienda, dall'Italia e successivamente dal Vermont, non era affatto un tremolite dell'amianto. Piuttosto frammenti di clivaggio" da tremoliti non asbestiformi”.

I documenti originali di J & J non fanno sempre questa distinzione. In termini di rischio per la salute, i regolatori fin dai primi anni '70 hanno trattato le piccole particelle a forma di fibra di entrambe le forme allo stesso modo. L'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, ad esempio, "non fa distinzione tra fibre e frammenti (comparabili) di scissione". L'OSHA (Occupational Safety and Health Administration), sebbene abbia eliminato le forme non fibrose dei minerali dalla sua definizione di amianto già nel 1992, raccomanda comunque che i frammenti a forma di fibra indistinguibili dall'amianto vengano conteggiati nei test di esposizione.

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Mai "pulito al 100%

Nel 1972, l'OSHA, di nuova creazione del presidente Richard Nixon, emise la sua prima regola stabilendo limiti all'esposizione sul posto di lavoro alla polvere di amianto.
A quel punto una squadra del Mount Sinai Medical Center guidata da un eminente ricercatore di amianto, Irving Selikoff, aveva iniziato a considerare le polveri di talco come una possibile soluzione all’enigma: perché i test sui tessuti polmonari venivano post mortem dai newyorkesi che non avevano mai lavorato con l'amianto trovare segni del minerale?

Hanno condiviso le loro scoperte preliminari con il capo della protezione ambientale di New York, Jerome Kretchmer. Il 29 giugno 1971, Kretchmer informò l'amministrazione Nixon e convocò una conferenza stampa per annunciare che due marchi non identificati di talco cosmetico sembravano contenere amianto.

La FDA ha aperto un'inchiesta. J&J ha rilasciato una dichiarazione: "I nostri cinquant'anni di conoscenza della ricerca in questo settore indicano che non vi è amianto contenuto nella polvere prodotta da Johnson & Johnson."

Più tardi quell'anno, un altro ricercatore del Mount Sinai, il mineralista Arthur Langer, disse a J&J in una lettera che il team aveva trovato una quantità "relativamente piccola" di amianto in Baby Powder.

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ROCK STEADY: il Dr Arthur Langer, che faceva parte di un team del Mount Sinai che stava studiando l'amianto nel talco negli anni '70, afferma di essere a conoscenza della presenza di piccole quantità di amianto nel Baby Powder. REUTERS / Julia Rendleman

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DIFFONDERE LA PAROLA: Jerome Kretchmer era il capo della protezione ambientale di New York City quando ha annunciato che il team di ricerca del Monte Sinai aveva trovato quello che sembrava essere l'amianto in due marchi non identificati di talco cosmetico. REUTERS / Jeenah Moon


1972

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NOTORIETY: Langer e Kretchmer sono finiti in una lista J & J interna di "personalità antagoniste".

Langer, Selikoff e Kretchmer finirono in una lista di J&J di "personalità antagoniste" in un memorandum del 29 novembre 1972, che descriveva Selikoff come il capo di un "attacco al talco".
"Suppongo di essere antagonista", ha detto Langer a Reuters. Nonostante ciò, in un successivo test sulle polveri di J&J del 1976, non trovò l'amianto - un risultato annunciato dal Monte Sinai.

Selikoff morì nel 1992. Kretchmer disse di aver letto di recente che una giuria aveva concluso che Baby Powder era contaminato dall'amianto. "Ho detto a me stesso, come mai ci è voluto così tanto tempo?”

Nel luglio del 1971 la J&J inviò una delegazione di scienziati a Washington per parlare con i funzionari della FDA che esaminavano l'amianto nelle polveri di talco. Secondo un resoconto della riunione della FDA, J&J ha condiviso "le prove che il loro talco contiene meno dell'1 di amianto".

Più tardi quel mese, Wilson Nashed, uno degli scienziati J&J che visitò FDA, disse in un memo al dipartimento di pubbliche relazioni della compagnia che il talco della J&J conteneva tracce di "minerali fibrosi (tremolite / actinolite)".

Mentre l’FDA continuava a indagare sull'amianto nel talco, J&J ha inviato campioni di polvere da testare nei laboratori privati ​​e universitari. Un laboratorio privato a Chicago ha trovato tracce di tremolite di quantità "insignificante" nei campioni, pertanto, "sostanzialmente privi di materiale asbestiforme". J&J ha riportato tale scoperta all’FDA con una lettera che diceva che "i risultati mostrano chiaramente" i campioni testati "non contengono amianto crisotilo". L'avvocato di J&J ha detto a Reuters che la tremolite trovata nei campioni non era l'amianto.



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