Lettera aperta al Presidente Luca Zaia

Pregiatissimo Presidente,

La situazione attuale è particolarmente seria, e necessita della Sua cortese attenzione.

Oggi, ormai fine agosto, ci troviamo vicinissimi a dover affrontare a livello organizzativo la situazione scolastica dei nostri figli.

Non ci spaventano le multe comminate dalle ASL, sarà nostra premura ricorrere ad ogni sanzione e fare una feroce opposizione in ogni sede istituzionale e legale; quello che ci preme invece, è conoscere le sorti dei nostri figli soprattutto per la fascia 0-6 anni nell’imminente futuro.

Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato la circolare operativa “Circolare recante prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto- legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119” e, come ci aspettavamo, è regnato il caos istituzionale.

Comprendiamo benissimo la possibilità che il singolo cittadino con riesca a interpretare a dovere il testo del decreto o quello della circolare, ma che invece siano le Istituzioni di questo Stato e di questa Regione a farlo non è, a nostro avviso, accettabile.

Abbiamo poi le scuole, i dirigenti scolastici e i presidi, lasciati a gestire una patata bollente legislativa, in mancanza di direttive esplicite e chiare su cosa fare l'11 settembre e abbiamo istituti che già minacciano di incaricare maestre-sceriffo di IMPEDIRE fisicamente l'ingresso a scuola dei bambini non vaccinati!

Degna di nota anche la situazione di Verona, il quale Sindaco, ha recentemente pubblicato sul sito del Comune l’interpretazione del Decreto Legge imponendo, per soli scopi organizzativi interni, l’obbligo di presentare la documentazione necessaria per l’iscrizione ai nidi e materne entro e non oltre il 21 di Agosto.

Lo stesso, interpellato da alcuni suoi concittadini, ha risposto che in qualità di Sindaco e Avvocato, avrebbe fatto rispettare la Legge e, se entro il termine - prefissato arbitrariamente dal comune -  non fossero state consegnate le documentazioni richieste, i bambini di fascia 0-6 anni sarebbero rimasti a casa.

Ora, a parte l’assurdità della comparazione tra avvocatura e legalità - in quanto non ha nessun raffronto legislativo il fatto che un avvocato debba avere maggiore rispetto per la legge - la legge, viene recitato in ogni aula di tribunale, è uguale per tutti e tutti devono rispettarla, NON interpretarla in funzione di necessità organizzative interne.

Non parliamo poi del sindaco di Treviso, Manildo, il cui orecchio è davvero duro alle richieste dei concittadini.

Sono mesi che si cerca un incontro con lui, un dialogo, anche solo per esprimere i nostri dubbi, senza dover per forza avanzare nessuna pretesa.

La nostra posizione dovrebbe perlomeno essere accolta, magari discussa e forse rigettata, ma perlomeno ascoltata.

Comprendiamo benissimo Presidente Zaia che esiste un’autonomia istituzionale e costituzionale tra i sindaci e la regione, ma Lei, Presidente, dovrebbe comprendere anche la nostra posizione.

Abbiamo un considerevole numero di interpretazioni del Decreto Legge anche all’interno delle ASL che - notizie di questi giorni - rifiutano colloqui informativi, negando di fatto il nostro diritto ad essere informati correttamente sui vantaggi e svantaggi delle vaccinazioni puntando all'unico scopo di vaccinare, senza se e senza ma.

Sono mesi che incontriamo primi cittadini su tutto il territorio regionale e ne abbiamo incontrati davvero molto aperti, persone che hanno compreso le nostre posizioni anche senza condividerle a pieno; Altri addirittura si sono proposti di disubbidire a questo Decreto Legge, invitando i bimbi esclusi dalle scuole presso il proprio comune a far lezione e abbiamo quelli che non hanno neppure il tempo di ascoltare e quelli che impongono date inventate sulla consegna della documentazione per le iscrizioni.

Infine c'è lei Presidente, abbiamo le sue dichiarazioni, lette su articoli di giornale che dichiarano “faremo disubbidienza civile”.

Durante l’incontro avvenuto nei mesi scorsi con l’Assessore alla Sanità Luca Coletto, riguardante l’allora delibera regionale, avevamo già ravvisato come in Veneto ci fosse una situazione molto confusa. Interpretazioni anche di quella legge regionale trovavano le stesse incongruenze istituzionali quando calate nella realtà. Sindaci che dichiaravano già allora che in virtù della Vostra Delibera potevano escludere i bambini; Scuole che, sempre in virtù dell’allora delibera, non accettavano i bambini PARZIALMENTE vaccinati; Asl che emanavano comunicati allarmanti su epidemie non rapportate a NESSUNA casistica reale.

Noi, pregiatissimo Presidente Zaia, necessitiamo con urgenza di una linea comune in tutto il territorio veneto perché molte delle nostre perplessità sono contenute nello stesso ricorso alla Corte Costituzionale che lei ha depositato. Non stiamo parlando di richieste contrarie alla scienza, non stiamo chiedendo l’impossibile, stiamo chiedendo a Lei, Presidente Zaia e all’Assessore della Sanità Luca Coletto di aiutarci a trovare risposta a un semplice quesito:

“la Regione Veneto, come pensa di tutelare la parte di cittadini che è contraria ad una legge ritenuta incostituzionale anche dalla stessa Regione?”

Il paradosso di questo decreto legge è lampante.

L’inerzia istituzionale di questo Governo ha visto eliminare dal Decreto Legge (per noi fortunatamente) il 330 del codice civile, ovvero il pericolo di perdere la potestà genitoriale in caso di inadempimento. Questo stesso governo ha poi abbassato le multe dal massimale di 7.500 euro a 500 euro. Questo Governo ha eliminato anche l’ultima possibilità di credibilità, noi se paghiamo 500 euro, cifra relativamente abbordabile, diveniamo bravi genitori con figli non pericolosi (assurdità paradossale che volutamente le sottolineiamo).

Presidente Zaia, nel porgerLe i nostri più cordiali saluti e nel ringraziarLa per essersi esposto pubblicamente nella sua contrarietà a questo decreto legge anche davanti alla Corte Costituzionale, le ricordiamo la presenza di una petizione con oltre 34.000 firme raccolte in dieci giorni che attende solo di essere ascoltata. Sono 34.000 genitori veneti e sono solo una parte delle persone connesse alla nostra Associazione, genitori che vedono l’operato della propria Regione Veneto volto ad una prospettiva Europea.

I genitori veneti che Lei ha incontrato in questi mesi, e tutti quelli che loro rappresentano hanno fiducia nella capacità della classe dirigente regionale di elevare la condizione politico amministrativa di eccellenza e democrazia.

Al tempo stesso per quanto razionali, siamo genitori, preoccupati per il benessere, la vita sociale e l'istruzione dei nostri figli.

Abbiamo riposto tanta fiducia nell'operato della Regione, ora necessitiamo di un segnale forte contro gli individualismi dirigenziali e le chiusure al dialogo.

Distinti Saluti

Corvelva e oltre 34.000 Genitori Venet

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