Cerchiamo di fare chiarezza sulle tipologie di test per il Sars-CoV-2

Cerchiamo di fare chiarezza sulle tipologie di test per il Sars-CoV-2
(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)
Come detto durante la diretta con i soci, CORVELVA NON INCENTIVA O SPINGE A FARE TAMPONI, anzi, parzialmente sono il modo con cui la pandemia può proseguire in eterno ma è pur vero che dobbiamo vivere, se ci troviamo costretti a farlo per temporeggiare o per una necessità inderogabile, almeno capiamo cosa sono.

Spesso ci troviamo a dover fare i conti con terminologie tecniche usate in modo impropio o confuso. Cercheremo ora di fare chiarezza sul significato dei principali termini utilizzando il materiale prodotto dall'Istituto Superiore di Sanità.

I dispositivi diagnostici vengono classificati in diverse tipologie a seconda della necessità di usare o meno apparecchiature per l’esecuzione del test, del tipo di marcatore che viene rilevato e della persona che dovrà utilizzare il test.

Classificazione in base all’uso o meno di apparecchiature

  • TEST RAPIDI: si intende esclusivamente i test che non richiedono un’apparecchiatura per ottenere il risultato. Non c'entra nulla se tampone, salivare, pungidito o altro e neppure c'entra la modalità di esecuzione.
  • TEST NON RAPIDI: si intende esclusivamente test che richiedono un’apparecchiatura per ottenere il risultato. Classico esempio è il tampone molecolare, ma non solo.

Già qui capiamo che si utilizza impropiamente il termine rapido in relazione alla velocità di esecuzione ma così non è. Alcuni test possano fornire risultati in tempi veloci ed essere progettati sotto forma di apparecchiature portatili ma non rientrano nella definizione di “test rapidi” della Commissione Europea. Ad esempio, i test commerciali che adottano metodiche molecolari “NAT” sono considerati non rapidi anche nel caso che siano in grado di assicurare un risultato più velocemente rispetto ai test convenzionali.


Saggi che rilevano la presenza di componenti del virus (RNA o antigene)

Questi saggi tipicamente vengono eseguiti su tampone naso-faringeo (rinofaringeo), saliva o lavaggio bronco-alveolare e se ne possono riconoscere due tipi:

  • Metodiche molecolari “NAT”: rilevano la presenza dell’RNA virale nel campione biologico attraverso l’identificazione di specifiche sequenze genomiche caratteristiche del virus e la loro amplificazione ciclica, rendendole rilevabili.
  • Metodiche di ricerca dell’antigene: metodiche immunoenzimatiche che rilevano la presenza del virus nel campione mediante il riconoscimento di specifiche proteine di superficie del virus, avvalendosi di anticorpi specifici.

Saggi sierologici (o anticorpali):

Questi saggi vengono eseguiti su sangue intero, siero o plasma. Sono metodi indiretti in quanto non rilevano la presenza del virus, ma rilevano la presenza di anticorpi prodotti in risposta all’esposizione al virus.


Classificazione in base all’utilizzatore previsto

  • Test ad uso professionale: comprendono sia i test destinati all’uso presso un laboratorio, sia i test rapidi utilizzati da personale sanitario.
  • Test auto-diagnostici (self-test): sono i dispositivi destinati ad essere utilizzati da parte del paziente stesso in ambito domestico

Classificazione biologici per diagnosi di Covid-19

Per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 il campione di elezione è un campione delle vie respiratorie. Questo può essere delle alte vie respiratorie (tampone nasale, tampone oro-faringeo, tampone rino-faringeo) e più raramente, ove disponibili, delle basse vie respiratorie: aspirato endo-tracheale o lavaggio bronco-alveolare. Il campione delle basse vie respiratorie è da preferire per una maggiore concentrazione di virus nei casi di polmonite.

  • Campioni delle basse vie respiratorie: I campioni delle basse vie respiratorie vengono prelevati in un contenitore sterile, indossando gli opportuni DPI e minimizzando la possibilità di generare aerosol. Per tale motivo, non è consigliato il prelievo dell’espettorato indotto.
  • Tamponi rinofaringeo e orofaringeo: Il prelievo del tampone rinofaringeo e orofaringeo è una procedura che consiste nel prelievo di muco che riveste le cellule superficiali della mucosa del rinofaringe o dell'orofaringe, mediante un tampone (attualmente sono disponibili dei tamponi in materiale sintetico capaci di trattenere molto più materiale organico rispetto ai tamponi di ovatta).

Procedure per l’esecuzione dei tamponi per la diagnostica del Sars-CoV-2

  • Tampone rinofaringeo (foto 1): il rinofaringe è posto in profondità dietro al naso ed è la porzione superiore del faringe, che si divide, dall’alto in basso, in rinofaringe, orofaringe e ipofaringe. Per essere raggiunto, è necessario far avanzare il tampone nelle fosse nasali perpendicolarmente al volto del paziente, appoggiandolo al pavimento delle fosse nasali, per una lunghezza media da 8 a 12 cm.
  • Tampone orofaringeo (foto 2): l’orofaringe è posto dietro al cavo orale e comprende la regione tonsillare, il palato molle, l’ugola, la base della lingua e la parete laterale e posteriore dell’orofaringe, poste queste ultime posteriormente alle regioni tonsillari e all’ugola. Il tampone dell’orofaringe prevede di strofinare le regioni tonsillari e la delicatamente la parete posteriore del faringe, senza toccare la lingua, le guance e le arcate dentarie.
  • Tampone nasale anteriore (foto 3): richiede la sua introduzione nelle fosse nasali per giungere a contatto delle mucose dove il virus colonizza. Nel tampone nasale anteriore viene prelevato materiale a livello dei primi 2 cm del naso toccando delicatamente con il tampone la mucosa con movimento circolare e lasciandolo in sede per alcuni secondi perché si impregni delle secrezioni.
  • Tampone nasale del turbinato medio (foto 4): nella parete laterale del naso, dal basso all’alto, si descrivono tre turbinati, inferiore, medio e superiore, che sono delle strutture rivestite da mucosa dove il virus può colonizzare. Il tampone, per giungere al turbinato medio, deve essere orientato verso l’alto e lateralmente inclinandolo di circa 45° per non oltre 3 cm, con un contatto delicato di tali strutture.

Foto 1


Foto 2


tamponi foto 1

Foto 3


Foto 4

 

Fonti:
1. Rapporto ISS COVID-19 n. 11/2020 Rev. 2 - Raccomandazioni ad interim per il corretto prelievo, conservazione e analisi sul tampone rino/orofaringeo per la diagnosi di COVID-19
2. Rapporto ISS COVID-19 n. 54/2020 - Tecnologie a supporto del rilevamento della prossimità: riflessioni per il cittadino, i professionisti e gli stakeholder in era COVID-19