Perché il viceministro alla Salute Sileri è sotto scorta?

Perché il viceministro alla Salute Sileri è sotto scorta?

"Il viceministro M5s della Salute Pierpaolo Sileri è finito sotto scorta dopo aver denunciato tentativi di corruzione e minacce rispetto alla sua attività politica e in particolare riguardo alla destinazione dei fondi pubblici per l’emergenza coronavirus. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per “minacce gravi”: il viceministro è stato già sentito dai magistrati e da circa una settimana è accompagnato da un agente della pubblica sicurezza. Nessun commento ufficiale dall’esponente M5s e dal suo staff: “Ho sentito una volta una persona che ha detto più si sale in vetta e più tira forte il vento”, si è limitato a dire nel tardo pomeriggio, ospite di Radio 1 Rai. “Penso sia nostro dovere dare il massimo e aumentano i rischi”.

Secondo le indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa, tra le persone coinvolte nell’inchiesta c’è anche un alto dirigente nel campo sanitario, con ruoli dirigenziali tra Roma e la Calabria. Le minacce risalgono all’ultimo periodo dell’emergenza coronavirus e sono andate avanti per settimane."

Così scriveva Il Fatto Quotidiano il 26 maggio 2020.

Notizia confermato da più colleghi, ad esempio Vito Crimi, viceministro dell'interno, che twittava "La mia più sincera solidarietà e vicinanza al viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, costretto a muoversi sotto scorta dopo le minacce ricevute sulla destinazione di fondi per l'emergenza Covid 19. Pierpaolo, e con lui tutto il Movimento 5 Stelle, non si fanno intimidire. Avanti così".

Ma appena il giorno dopo, sullo stesso sito, appare un altro articolo, di tutt'altro avviso e tenore: l'articolo intitolato "Fontana, Azzolina, Sileri sotto scorta: la politica c’entra poco. C’è qualcosa di più preoccupante" ci racconta un'altra versione, sostenendo che i tre personaggi politici siano finiti sotto scorta per motivazioni diverse ovvero: "gli attacchi da parte di gruppi organizzati di odiatori professionali che lavorano per avvelenare il clima sociale".

Ma come, il giorno prima c'era un tentativo di corruzione in atto, con tanto di fascicolo aperto in procura, e il giorno dopo invece magicamente dell'"alto dirigente nel campo sanitario" che sarebbe stato coinvolto e dei tentativi di corruzione legati alla destinazione dei fondi pubblici non si parla più? Tra l'altro, questa notizia sembra aver ricevuto poco eco da parte dei mass-media. Perchè? Potrebbe sembrare, ad un occhio cinico, che l'arrivo della scorta per altri personaggi politici e per altre motivazioni, abbia per così dire "oscurato" la vicenda che riguarda Sileri e che richiama motivazioni ben diverse dalle "tensioni sociali".
Sempre allo stesso occhio cinico potrebbe pure sorgere il dubbio che questa cosa rischi di fare pure comodo a chi, di corruzione nel sistema sanitario, non vuole sentire parlare. Tantomeno di ipotetici tentativi di "condizionamento" dei fondi pubblici.... in piena emergenza.
Adesso le vere minacce sono le tensioni sociali, i veri problemi sono le persone insoddisfatte che minacciano via web (secondo alcuni "incalzati" da movimenti anche politici che soffiano sul disagio sociale). Dando risalto alle minacce via web ricevute da Azzolina e da Fontana, però, di tentativi di corruzione, ritorsioni, minacce gravi collegate ai fondi pubblici non si parla più. Guarda un po'.
Sarà che viviamo in Italia e di corruzione siamo stati abituati a sentir parlare fin troppo spesso, sarà che da sempre, più la situazione è confusa e tesa più diventa facile distrarre l'attenzione, alla fine non ci si scandalizza più per nulla e soprattutto, diventa quasi automatico nascondere la polvere sotto il tappeto e tirare dritto.
Però, su temi come questi, la cittadinanza avrebbe diritto a sapere di più. Il viceministro Sileri dovrebbe forse informare di più i cittadini su quali fossero le pressioni da lui ricevute, perlomeno quali settori precisi dela sanità avrebbero coinvolto, perché se questa emergenza ci riguarda tutti e le misure adottate per la sua gestione stanno avendo esiti nefasti su tutta la popolazione italiana sia a livello economico che sociale, i cittadini hanno diritto ad una trasparenza maggiore e andrebbero pubblicamente condannati e resi noti eventuali illeciti, a maggior ragione quelli che coinvolgono il settore pubblico.
Non ci resta che attendere, in assenza di ulteriori "indiscrezioni", l'esito delle indagini della Procura. Nel frattempo, speriamo che il tentativo di corruzione denunciato dal viceministro non finisca nell'oblìo della centrifuga mediatica di questi mesi.