SCIENTOCRAZIA: LA SCIENZA COME VINCOLO ESTERNO - Enzo Pennetta, Paolo Gibilisco, Pierpaolo Dal Monte

“Scientocrazia: la scienza come vincolo esterno (parte II)” è il nome dell'incontro tenutosi il 14 dicembre presso il Symposion di Roma. A introdurre la conferenza Maria Micaela Bartolucci, insegnante e co-fondatrice di “Frontiere” un blog di idee contro la mondializzazione.

La Bartolucci riflette sul concetto di “vincolo” e si domanda: "chi sono oggi i banditi?". Sono coloro che si oppongono a quello che Costanzo Preve chiamava “Il clero regolare”, ovvero “quel gruppo sociale dominato dalla classe dominante che fa da trasmettitore alle ideologie compatibili col sistema”.  Oggi uno dei termini che stanno usando per mettere al bando chi la pensa diversamente è negazionismo. Gli interventi dei tre ospiti presenti si costruiscono appunto attorno a questa tematica: la discriminazione di chi ha un'opinione diversa ed il continuo tentativo di affermare il pensiero unico.

Enzo Pennetta, biologo e professore di scienze naturali, parla di scienza orientata al potere, della “reductio ad negazionistam” e poi “ad terrapiattistam” nella questione clima e della contraddizione del movimento delle sardine paragonato a “la versione moderna dei 2 minuti d'odio di Orwell contro Goldstein”.

Paolo Gibilisco, docente di analisi matematica e probabilità, intitola il suo intervento “Preferirei di no: il nuovo tradimento degli accademici italiani”, prendendo come esempio gli ambiti della ricerca, della didattica e dell'obbligo vaccinale. In questo senso cita il libro di Giorgio Boatti “Preferirei di no”, che racconta la storia di 12 accademici che non firmarono il giuramento del fascismo, dimostrando così che si poteva e si può dire no.

Infine Pierpaolo Dal Monte, chirurgo, usa la metafora della scienza come gabbia di acciaio, esplicitando quelli che definisce i numeri magici per i vaccini e per il cambiamento climatico perché “non si focalizza mai il problema sulle vere cause”.