Comunicazione Corvelva sul Decreto Legge 44/2021

Comunicazione Corvelva sul Decreto Legge 44/2021
(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Cerchiamo di fare chiarezza per quanto possibile su quello che stiamo vedendo, leggendo, e sulle vostre domande principali che giungono a centinaia tramite i vari canali e in privato.
Cortesemente cercate di leggere fino in fondo prima di porre quesiti, stiamo cercando di chiarire alcuni punti imprescindibili.

  • il Decreto Legge c'è ed è in vigore. Dovrà essere convertito in legge entro 60gg e in questo lasso di tempo potrebbe subire modifiche ma al momento il testo è in vigore così come lo leggiamo (qui il testo)
  • Fa schifo? È ingiusto? È incostituzionale? Sì, ma c'è.

Chi dovrà valutare e decidere sull'ingiustizia e incostituzionalità sono i giudici (del lavoro soprattutto in questo caso) e la Corte Costituzionale. Non lo può stabilire il datore di lavoro, destinatario invece di molte azioni proposte in questo giorni e di cui parliamo solo perché ci è stato chiesto troppe volte... parliamoci chiaro: la diffida, che sia per privacy o altro, destinata al datore di lavoro o alla Asl, se volete inviatela, ma non cambierà le cose. Non è il datore a potersi opporre alla legge, se una legge lo incarica di assolvere a qualcosa, esso agisce in conformità alla legge, punto. Ripetiamo: che la legge faccia schifo (per noi), non cambia questo stato di cose e lo dovrà stabilire un giudice o la Corte Costituzionale.

Veniamo quindi al dunque: cosa si potrà fare?

Per quanto riguarda le sospensioni e/o demansionamenti, quindi principalmente per i dipendenti, bisognerà andare dinanzi ad un giudice e, per via incidentale, chiedere che venga sollevato il giudizio di costituzionalità.

Tempistica: incerta. Potremmo arrivarci prima del 31/12 o dopo.
Fattibilità: concreta. Lo si potrà fare per tutte le sospensioni lavorative o i demansionamenti successivi al DL.
Possibilità di vedere accolte le nostre ragioni: non possiamo prevederle.
Deve essere molto chiara una cosa: questa strada prevede la consapevolezza che per tutta la durata del ricorso e fino a sentenza, il lavoratore sarà sospeso o demansionato, come da previsione di legge. Quindi, come abbiamo già scritto, va messo in conto che la lotta sarà dura.

Per quanto concerne invece le categorie professionali, liberi professionisti (esempio farmacisti) che non sono dipendenti, onestamente vi diciamo che non si capisce dal testo di legge COSA esattamente dovrebbe accadere.

Riporto dalla legge:

"6. Decorsi i termini di cui al comma 5, l'azienda sanitaria locale competente accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e, previa
acquisizione delle ulteriori eventuali informazioni presso le autorita' competenti, ne da' immediata comunicazione scritta all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza. L'adozione dell'atto di accertamento da parte dell'azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2."

Ora, non è chiaro in che misura l'ordine professionale sia coinvolto in questo procedimento: la Asl comunica all'interessato e all'ordine professionale l'accertamento dell'inosservanza dell'obbligo ma in che modo questo potrebbe determinare la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni?

SE si intende una sospensione dall'ordine, questa può essere ricorsa e il ricorso è interno all'ordine stesso, presso la commissione centrale; in questa prima fase il solo fatto di aver ricorso determina la sospensione del provvedimento pertanto,il libero professionista facendo ricorso INTERNO all'ordine vede già congelare la sua sospensione e può continuare a lavorare (solo dopo eventualmente si arriva in Cassazione).

SE invece l'interpretazione fosse testuale, davvero non si capisce come la Asl possa disporre l'impedimento ad esercitare... Questo punto è per noi un mistero pertanto ci riserviamo di vedere come lo applicheranno e con quali provvedimenti.

Non sono comunque previste sanzioni, né amministrative né di altro tipo. Questo significa che a chi non rispetta quanto disposto, non vengono prospettate sanzioni di sorta (leggasi conseguenze).


In conclusione

Se i sanitari TUTTI si opponessero dando dimostrazione di un "atto di forza", rimanendo a casa in massa (o dando comunque l'avvisaglia di seguire questa strada, un out-out) FORSE non vedremmo nemmeno la conversione di questa parte di decreto. Forse la vedremmo modificata o forse neanche questo, ma ciò che è certo è che le armi a disposizione, tolta quella della lotta sociale, vedono solo le vie legali come unico modo per stabilire l'effettiva incostituzionalità della legge.

In ogni caso nel merito si potrà entrare solo dinanzi ad un giudice, solo lì avrà senso portare le osservazioni, le contestazioni, le argomentazioni che ora giustamente tutti condividiamo. Non troveranno una conferma se non tramite sentenza, perché è di una legge che stiamo parlando, anche se non ci piace.

Quindi:

  • Diffide? Fatele, ma non illudetevi che siano risolutive.
  • Come abbiamo già scritto, alla fine la domanda è una: quanto si è disposti a sacrificare per difendere un diritto? Cosa si è disposti a perdere? Perché non ci saranno vie "facili" e nemmeno facili soluzioni.
  • Se non ci sarà una risposta massiva, comunque, questa legge sarà solo il preludio, siamo convinti che seguiranno altre norme sempre più lesive e sempre più stringenti.

Sappiamo che non è quello che vorreste sentire, sappiamo che risultiamo anche antipatici spesso, ma scriviamo le nostre valutazioni in tutta onestà e non pretendiamo vengano prese come verità assolute ma rappresentano la nostra risposta alle vostre richieste del momento.

Grazie, Staff Corvelva.