Un minuto di silenzio...

Una premessa doverosa va fatta: la Commissione Parlamentare d'Inchiesta "Uranio Impoverito" non nasce su particolare sensibilità dei governanti italiani ma nasce nel 2015 a seguito di un cospicuo numero di casi di militari italiani ammalati con patologie autoimmuni o neoplastiche o deceduti.

Tra loro ricordiamo solo uno dei 2800 casi in cui il Ministero della Difesa e della Salute si sono visti coinvolti per aver cagionato lesioni o morte per la somministrazione obbligatoria troppo ravvicinata e massiccia dei vaccini.

 

Francesco Rinaldelli, caporale maggiore dell’Esercito Italiano, Alpino di Potenza Picena. Morto nel 2008 a soli 25 anni.
(Sentenza del Tribunale Amministrativo del Friuli Venezia-Giulia)

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Commissione Parlamentare "Uranio Impoverito"

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Alcune delle domande che poniamo da 25 anni e che finalmente hanno avuto una risposta parlamentare:

I vaccini sono sicuri per i nostri figli?

La sicurezza delle vaccinazioni risulta essere una certezza necessaria e fondamentale per chiunque voglia vaccinarsi o vaccinare il proprio figlio, soprattutto in situazione di obbligo.
Non esistono studi che confermino la sicurezza dei vaccini1.

La Commissione ha rilevato diverse questioni che mettono in serio dubbio l’effettiva sicurezza di qualsiasi vaccino approvato per uso militare e civile (sono i medesimi vaccini) nel territorio italiano, già solo se inoculato singolarmente2.

La sicurezza dei vaccini somministrati contemporaneamente o senza l’attesa dei dovuti tempi di smaltimento degli adiuvanti, degli eccipienti e dei contaminanti, provoca un aumento esponenziale dei rischi legati alla vaccinazione 3-4-5. La sicurezza dei vaccini multipli, al contrario di quanto sostenuto fino ad oggi dalla classe “medico-politica”, è stata messa in discussione dalla commissione arrivando addirittura a chiedere di adottare unicamente vaccini monovalenti6-7.

Una qualsiasi forma di rischio legato ad una pratica medica obbligatoria, in modo particolare se effettuata su bambini sani, non può e non deve essere occultata, celata o minimizzata, come invece è prassi seguita giornalmente da Stato, Istituzioni e Personale Medico indottrinato.

Dove nella Relazione?

1. «(…) la Commissione ha preliminarmente preso atto dell’assenza di qualunque studio scientifico in letteratura volto a valutare la tollerabilità della quantità complessiva dei componenti dei vaccini con riferimento ad adiuvanti, conservanti, antigeni e allergeni, eccipienti e contaminanti, anche in relazione alle conseguenze in termini di ipersensibilità e di reazioni avverse già dichiarate dalle industrie produttrici per singolo vaccino»
(pag. 154)

2. «I singoli vaccini somministrati ai militari, che ricordiamo essere gli stessi autorizzati da AIFA per il settore civile, contengono adiuvanti, conservanti e contaminanti, nei limiti delle autorizzazioni per la commercializzazione individuale. Quando un farmaco viene autorizzato è preso in considerazione singolarmente e i parametri, nonché i criteri, per determinare la soglia oltre la quale un componente diventa tossico, sono determinati dal fatto che il farmaco sia assunto da solo. Tuttavia, nel caso di specie siamo di fronte alla somministrazione di un calendario vaccinale per la profilassi obbligatoria, e non di una vaccinazione singola, pertanto i farmaci e i loro componenti si sommano. La verifica che tale somma rispetti comunque le soglie del singolo vaccino è fondamentale, perché se così non fosse i militari sarebbero esposti ad inutili rischi di fenomeni di immunosoppressione e di reazioni avverse (causate appunto dai componenti estranei il principio attivo e dal principio attivo stesso)»
(pag. 158)

3. «Dai calcoli effettuati dalla Commissione è emerso che al termine della profilassi vaccinale, la quantità di contaminanti assunti (calcolata come Adiuvanti + contaminanti + eccipienti) è compresa tra circa 8,32 e 8,42 g. Questo valore è comunque sottostimato perché non sono stati testati i contaminanti biologici - ovvero virus, batteri, micoplasmi e micobatteri, nonché DNA umano fetale e DNA animale - che provengono dai tessuti biologici di coltura dei vaccini34.
A questo proposito, nell’articolo già agli atti della Commissione (New Quality-Control Investigations on Vaccines: Micro and Nanocontamination) è riportata una foto della contaminazione di un vaccino con cellule umane/animali provenienti dal tessuto di coltura»
(pag. 166)

4. «(…) la quantità cumulativa dei vari componenti dei vaccini eccede il limite permesso per l’autorizzazione all’immissione in commercio del singolo vaccino (…)»
(pag. 143)

5. «Alla luce di quanto emerso agli atti, la Commissione riscontra la necessità di utilizzare vaccini maggiormente purificati, in modo che il limite dei componenti in quantità cumulativa rientri entro il limite permesso per il singolo componente di ciascun vaccino, nei termini in cui gli studi prodromici alle singole AIC li abbiano riconosciuti come non pericolosi per la salute»
(pag. 155)

6. «Dall’analisi dei prospetti emerge che i vaccini che hanno un alto contenuto di componenti in termini quantitativi, ma anche di varietà di componenti estranei, presentano più reazioni avverse»
(pag. 139)

7. «La Commissione ha riscontrato come la prescrizione dei vaccini monovalenti e monodose, a parte per i due trivalenti MPR e TDP, appaia rispettata. La Commissione per le ragioni già espresse in sede di relazione intermedia, e ribadite nei paragrafi di cui sopra, ritiene conforme al principio di precauzione anche la fornitura monovalente monodose di questi ultimi due»
(pag. 186)

 

Esistono esami pre-vaccinali per scongiurare reazioni avverse?

Esiste un modo per prevenire una reazione avversa grave e moderata in un bambino sano?8-9-10
Fino ad oggi sono piovute risposte negative supportate dal nulla e arbitrariamente decise11-12-13 da chi ha voluto a tutti i costi mettere le nostre famiglie in una situazione critica e di disagio, sotto diversi aspetti.
La Commissione ha rilevato l’importanza degli esami pre-vaccinali clinici al punto di suggerire l’esclusione dall’arruolamento14 dei soggetti che non superino tali esami, sottolineando l’insufficienza del solo modulo anamnestico e del consenso informato fatto compilare a cura del militare in sede di somministrazione vaccinale, ritenendo che la mera compilazione del modulo non possa ritenersi sostitutiva degli accertamenti sanitari richiesti dalle aziende produttrici dei vaccini.

Di conseguenza è lecito pensare che un’anamnesi di un bambino di 3 mesi, basata principalmente sulla possibile famigliarità di malattie autoimmuni, depressioni immunitarie o qualsivoglia patologia che potrebbe essere un fattore di rischio per la vaccinazione, non sia lontanamente sufficiente15.

Ma, in fondo, gli esami pre-vaccinali suggeriti dalle case farmaceutiche, per il nostro Governo e per la maggior parte dei suoi rappresentanti, non esistono.

 

Dove nella Relazione?

8. «Come si evince dal prospetto sovrastante, piuttosto che una valutazione sulla tollerabilità ad ogni singolo elemento può essere percorribile la scelta di effettuare una valutazione di tollerabilità complessiva per vaccino da somministrare. In questo modo si metterebbe in evidenza anche la possibile intolleranza o ipersensibilità agli allergeni tra loro combinati»
(pag. 126)

9. «A conferma della necessità di adottare precauzioni alle reazioni avverse si osserva infine che le case farmaceutiche richiedono esami e verifiche preventive in numero proporzionalmente maggiore, tanto più questi contengono componenti estranei al principio attivo»
(pag. 184)

10. «A tal fine la Commissione suggerisce che nella metodologia di valutazione delle ipersensibilità si prenda in considerazione l’intero vaccino in luogo del singolo componente al fine di verificare gli effetti della somministrazione del farmaco considerato in toto. La valutazione dell’ipersensibilità all’intero farmaco potrebbe essere condotta in analogia a quella relativa alle intolleranze alimentari, studiando la reazione linfocitaria sul sangue del vaccinando, (...)»
(pag. 186)

11. «Sono ben 22 le indicazioni di svolgere accertamenti pre-vaccinali volti ad escludere l’esistenza di eventuali stati di immunosoppressione, 7 quelle che prevedono la preventiva valutazione dell’efficienza o inefficienza del sistema immunitario, 3 quelle riferite alle necessità di escludere malattie autoimmuni, 9 le malattie oncologiche e, a vario titolo, ben 11 che chiedono una vera e propria analisi dell’eventuale immunodeficienza»
(pag. 170)

12. «(...)le ipersensibilità indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità delle analisi pre-vaccinali»
(pag. 170)

13. «Su tutti i vaccini analizzati e rientranti nella profilassi vaccinale militare, oltre al principio attivo del vaccino, sono 81 gli elementi per cui è prevista una valutazione di sensibilità o allergia»
(pag. 168)

14. «In secondo luogo, La Commissione insiste sulla necessità di abbattere il rischio dovuto alla procedura di somministrazione, prevedendo che vengano affidate alla struttura sanitaria nazionale e che all’atto dell’arruolamento vengano esclusi i militari che non superano i test pre-vaccinali. Tali esami devono rilevare eventuali alterazioni del sistema immunitario e le ipersensibilità»
(pag. 155)

15. «In particolare, le case farmaceutiche chiedono l’applicazione di opportune precauzioni all’impiego del vaccino e, tra l’altro, la verifica dello stato di salute del vaccinando e dell’assenza delle patologie sotto elencate al momento della vaccinazione»
(pag. 168 e successive)

 

Esistono le reazioni avverse gravi ai vaccini?

La commissione rileva quello che tutti noi urliamo da anni. La risposta più onesta che le istituzioni dovrebbero dare è: “non lo sappiamo poiché non monitoriamo”16-17-18 e non solo “ostacoliamo in tutti i modi la segnalazione spontanea”.

Sono troppi i casi di famiglie devastate da un evento avverso grave in seguito alla vaccinazione19-20-21 e non tutti hanno visto riconosciuto il danno ai propri figli. Per queste famiglie non si tratta solo di un veniale riconoscimento economico, seppur utile in svariate situazioni, ma del riconoscimento della verità e della giustizia; l’ammissione di colpa da parte di una classe medica e politica che nega l’evidenza.

Molte di queste famiglie non erano state adeguatamente informate sul rischio/beneficio della pratica vaccinale dal proprio pediatra e nemmeno dal medico vaccinatore. Le informazioni si recuperano su Internet e nei libri, certo! Ma è una responsabilità dell’Ordine dei Medici e un preciso compito di qualsiasi Medico che si definisca tale, fare in modo che il proprio paziente sia quantomeno a conoscenza dei rischi che corre sottoponendosi a una pratica medica.

La questione è molto più grave di quel che si pensi. La Commissione ha evidenziato la tendenza a monitorare le reazioni avverse in un periodo molto ristretto dopo la vaccinazione22, associando a questo motivo la maggiore frequenza di reazione avverse immediate rispetto a patologie più a lungo termine che risultano in questo modo rare, dichiarando senza mezzi termini che le reazioni avverse non acute, ma non per questo motivo non gravi, sono notevolmente sotto stimate.

Non è accettabile che in uno Stato che si definisce civilizzato vengano negati i diritti base dell’umanità. Non tanto per un obbligo che lede la libertà dell’individuo, quanto per il mancato riconoscimento e il mancato sostegno delle persone che hanno sviluppato gravi malattie in seguito a una pratica fortemente consigliata e, oggi, nuovamente obbligatoria.

 

Dove nella Relazione?

16. «Alla luce degli elementi raccolti, la Commissione conferma che vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative, e altre patologie (es. quelle autoimmuni), e la somministrazione dei vaccini secondo la profilassi vaccinale militare. La Commissione ritiene di non poter escludere il nesso di causa.»
(pag. 154)

17. «le reazioni avverse indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità di una valutazione dei rischi personalizzata sulla profilassi vaccinale e la necessità di un monitoraggio periodico a lungo termine su ogni singolo vaccinato.»
(pag. 152)

18. «Sebbene la Commissione sia al corrente del fatto che le reazioni avverse differiscono tra adulti e bambini, ritiene doveroso non sottovalutare la complessiva quantità di Alluminio somministrata ai militari nell’intera profilassi vaccinale, in quanto negli adulti il maggior grado di sviluppo dei sistemi immunitario e nervoso al momento della vaccinazione, e le possibili forme di autoimmunità fisiologiche, possono favorire l’induzione di reazioni di tipo linfoproliferativo e malattie autoimmuni, come risulta dall’elencazione degli effetti indesiderati, reazioni avverse e controindicazioni, contenute nelle schede tecniche elaborate dalle case farmaceutiche. A riguardo si veda l’apposito paragrafo Effetti indesiderati, reazioni avverse e controindicazioni della presente relazione.»
(pag. 158)

19. «Come già evidenziato nella relazione intermedia di luglio, la vaccinazione comporta dei rischi in termine di problemi di immunosoppressione, iperimmunizzazione, autoimmunità e di ipersensibilità. Questa affermazione ha trovato conferma dall’analisi dei documenti pubblici dei vaccini, quali fogli illustrativi e schede tecniche (vedi da punto 4.4 delle RCP fornite da AIFA), come sintetizzati nella tabella che segue.»
(pag. 166)

20. «Dall’analisi degli effetti indesiderati, delle reazioni avverse e delle controindicazioni, sono emerse informazioni importanti. Nel totale le reazioni censite ammontano a ben 240, con frequenza variabile dal 10% alla “frequenza non nota”.»
(pag. 172)

21. «Inoltre è il caso di rimarcare che i dati trasmessi dalle aziende produttrici evidenziano l’indicazione di una serie di malattie autoimmuni (indicate in grassetto e con asterisco in tabella) come effetti indesiderati o reazioni avverse alla vaccinazione.»
(pag. 185)

22. «Va sottolineato che il monitoraggio delle reazioni avverse viene svolto in un periodo molto ristretto dopo la vaccinazione, motivo per cui sono molto più frequenti le reazioni avverse immediate, mentre le reazioni rare sono relative a patologie più a lungo termine e che richiedono un campione di popolazione molto ampio, spesso non raggiunto in fase di autorizzazione all’immissione in commercio. Per tale motivo le reazioni avverse non acute sono notevolmente sottostimate.»
(pag. 183-184)

 

I vaccini sono contaminati?

La contaminazione dei vaccini risulta palese dando una semplice occhiata alle tabelle di pagina 157, 159, 169 e alla foto di pagina 165 della relazione della Commissione.

Non solo sono contaminati con molte sostanza dichiarate dalle stesse case farmaceutiche, ma non c’è stata da parte della politica mondiale la volontà di approfondire con specifiche analisi indipendenti. Associazioni tedesche, italiane, francesi e americane hanno compiuto nel corso degli anni diverse analisi sui vaccini chiedendo ai vari enti di controllo di riconfermarne i risultati allarmanti mediante specifiche analisi. Ogni singola volta è stata disattesa la semplice richiesta di conferma. Ogni singola volta si è andati ad attaccare la metodologia di analisi ma senza mai compararla con altre analisi o tentare di riprodurre il risultato.

La risposta a questa domanda dovrebbe essere “Assolutamente si, ma per comprenderne i reali quantitativi andrebbero fatte analisi in laboratori indipendenti, non sovvenzionati e senza confitto di interesse alcuno”.

Ma la vera domanda, a questo punto, dovrebbe essere: PERCHÉ?

Il numero di vaccini somministrati incide sulla salute dei nostri figli?

Ci hanno imposto un obbligo di almeno 9 vaccini per vedere ammessi i nostri figli alle scuole dell’infanzia e agli asili nido, sottolineando che il soggetto immunizzato adempie all'obbligo vaccinale…, di norma e comunque nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione.

Tralasciando la beffa per cui i vaccini in formulazione monocomponente non sono reperibili e in formulazione combinata non sempre escludono la malattia per cui è già avvenuta l’immunizzazione naturale, portiamo alla luce il danno.

Negli ultimi mesi i Mass Media ci hanno detto e ripetuto che non esiste nessun rischio se un bambino immunizzato naturalmente viene vaccinato per quella stessa malattia. La Commissione confuta brutalmente questa tesi affermando che:

…per perseguire la sicurezza della somministrazione dei vaccini, nell’ottica della eliminazione o quantomeno della massima riduzione del rischio di effetti negativi conseguente all’uso di vaccini in dosi multiple, raccomanda l’utilizzo di vaccini monodose, stante la concreta possibilità che il militare, data l’età adulta, risulti già immunizzato contro alcuni antigeni contenuti nei vaccini in dosi multiple.”

“Si raccomanda ancora una particolare attenzione all’anamnesi pre-vaccinale e negli esami reputati necessari nei casi dubbi o di eventuale, pregressa immunizzazione.”

Per i nostri figli, non solo non c’è la possibilità di reperire vaccini monocomponente, ma non c’è nemmeno la possibilità di vedersi prescrivere esami anticorpali per verificare l’immunizzazione pregressa.

 

Il vaccino può provocare autismo?

Visto il tema delicato riteniamo corretto riportare semplicemente quanto scritto dalla Commissione e lasciare le conclusioni al singolo:

Studi scientifici hanno dimostrato gli effetti neurotossici dell’Alluminio27 in quantità molto inferiori a quelle sopra riportate. A tal proposito si richiama il seguente studio pubblicato su Journal of Toxicol 2014;2014:491316. Doi: 10.1155/2014/491316. Epub 2014 Oct 2, dal titolo “Aluminum-induced entropy in biological systems: implications for neurological disease” di Shaw CA a altri. Lo studio evidenza tra l’altro che : “l’Alluminio forma complessi tossici con altri elementi, come il fluoro, e interagisce negativamente con mercurio, piombo e glifosato. Al ha un impatto negativo sul sistema nervoso centrale in tutte le specie che sono state studiate, compresi gli esseri umani. L’Al ha un impatto negativo sul sistema nervoso centrale in tutte le specie che sono state studiate, compresi gli esseri umani.”. Inoltre in conformità a quanto riscontrato dalla commissione nella lettura dei dossier forniti dalle case farmaceutiche chiarisce che gli esseri umani sono sempre più esposti all’Alluminio da varie fonti tra cui i vaccini. Si richiama inoltre lo studio pubblicato sul Journal of Trace Elements in Medicine and Biology al Volume 46, nel marzo 2018, alle pagine 76-82, dal titolo: “Aluminium in brain tissue in autism” di Matthew Molda, Dorcas Umar, Andrew Kingc, Christopher Exley28, concernente la presenza di Alluminio nel tessuto cerebrale di bambini affetti da malattie neurologiche. Lo studio ha riscontrato che “...Il contenuto di alluminio nel tessuto cerebrale nei soggetti autistici era costantemente alto. Il contenuto medio di alluminio (deviazione standard) su tutti e 5 gli individui per ciascun lobo era 3,82 (5,42), 2,30 (2,00), 2,79 (4,05) e 3,82 (5,17) μg / g di peso secco per il lobo occipitale, frontale, temporale e parietale rispettivamente. Questi sono alcuni dei valori più alti per l'alluminio nel tessuto cerebrale umano [finora] registrati e bisogna chiedersi perché, per esempio, il contenuto di alluminio del lobo occipitale di un bambino di 15 anni sarebbe di 8,74 (11,59) μg / g di peso secco....”. Sebbene la Commissione sia al corrente del fatto che le reazioni avverse differiscono tra adulti e bambini, ritiene doveroso non sottovalutare la complessiva quantità di Alluminio somministrata ai militari nell’intera profilassi vaccinale, in quanto negli adulti il maggior grado di sviluppo dei sistemi immunitario e nervoso al momento della vaccinazione, e le possibili forme di autoimmunità fisiologiche, possono favorire l’induzione di reazioni di tipo linfoproliferativo e malattie autoimmuni, come risulta dall’elencazione degli effetti indesiderati, reazioni avverse e controindicazioni, contenute nelle schede tecniche elaborate dalle case farmaceutiche.

Poiché molti dei vaccini utilizzati vengono prodotti con colture di cellule e tessuti animali (embrioni di pollo) o umani (tessuti fetali, linee cellulari), tale contaminazione pone dei seri rischi per la salute umana, perchè potrebbe essere responsabile di reazioni autoimmuni contro il DNA umano. In particolare è il caso di richiamare lo studio dal tiolo “Epidemiologic and Molecular Relationship Between Vaccine Manufacture and Autism Spectrum Disorder Prevalence” di Deisher TA, et al. Issues Law Med. 2015, nelle cui conclusioni si legge: “I vaccini prodotti in linee di cellule fetali umane contengono livelli inaccettabili di contaminanti del frammento di DNA fetale. Il genoma umano contiene naturalmente regioni suscettibili di formazione di rottura a doppio filamento e mutagenesi inserzionale del DNA. La "Scossa di Wakefield" ha creato un esperimento naturale che può dimostrare una relazione causale tra vaccini fabbricati da linee cellulari fetali e la prevalenza di ASD”36. La Commissione osserva che lo studio è frutto dell’analisi di laboratorio svolta su un vaccino presente nell’elenco della documentazione consegnata da AIFA, ma nella quale non si fa menzione di tale componente.

 

In Conclusione

Tra le varie pagine della relazione, che merita la lettura completa dell’Allegato 1, si evincono occultamenti, cattiva pratica medica, totale o parziale mancanza di buon senso nella pratica vaccinale.

La cosa che lascia più sgomenti è la totale assenza di comunicazione da parte dei Mass Media, eccetto rarissimi casi, della pubblicazione della relazione finale e del suo contenuto, omettendo di fatto la parte legata alle vaccinazioni.

Le domande che Corvelva e i genitori veneti si pongono da 25 anni, sono le stesse che si sono posti i membri della Commissione. Speriamo di non dover attendere altri 25 anni per vedere applicato il
PRINCIPIO DI PRECAUZIONE.

Intervista al vicepresidente Commissione Parlamentare

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