Fake news. Come manipolano l’informazione

Fake news. Come manipolano l’informazione

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CORVELVA Papers 2 2020 IT webNell’ultimo biennio due battaglie hanno monopolizzato in particolare l’opinione pubblica: 1) la guerra contro le fake news 2) la guerra contro coloro che criticano o guardano con sospetto l’obbligo vaccinale.

La prima sembra riecheggiare l’operato del Miniver orwelliano: si tratta cioè di una articolata caccia alla streghe che ha come obiettivo la repressione del dissenso. Essa strumentalizza la questione del cyber bullismo da una parte e il dilagare di bufale sul web per portare all’approvazione di una censura della Rete (e più in generale dell’informazione alternativa) arrivando persino a ipotizzare l’introduzione di un reato di opinione con il quale non si vuole colpire la notizia infondata, quanto piuttosto il dissenso in generale.

Come dimostro nel mio libro, Fake news (Arianna Editrice), il paradosso è che i cosiddetti puristi dell’informazione mainstream e i soggetti assurti a “sbufalatori” che si sono autoinvestiti del compito di stanare le bufale sul web, stanno in realtà strumentalizzando la battaglia (di per sé lecita) imponendo a colpi di pensiero unico un vero e propri totalitarismo democratico. E lo fanno anche ricorrendo proprio a quello che vogliono combattere: la disinformazione. Quando la propaganda in tutti i suoi aspetti non basta a legittimare un provvedimento che si imporre, si passa a legiferare.

Un esempio lampante è il decreto Lorenzin.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una massiccia campagna mediatica con relative manipolazioni dell’informazione, strumentalizzazioni e diffusione di fake news volte a indurre la percezione della minaccia della pandemia del morbillo, in quanto secondo l’ex ministro della Salute Lorenzin e diversi esperti, il picco sarebbe dovuto al calo delle vaccinazioni passate dal 90% (2013) all’85% (2015) di copertura.

Da un punto di vista obiettivo e “distaccato” è interessante analizzare il metodo da bipensiero orwelliano che è stato utilizzato dal precedente governo per sensibilizzare l’opinione pubblica e spingerla ad accettare la vaccinazione di massa.

In questo caso si sono usate quattro tecniche auree di ingegneria sociale per orientare l’opinione pubblica, in particolare:

  • il metodo del divide et impera
  • la regola dell’empatia (si sono usati alcuni casi limite per sfruttare l’empatia del pubblico e colpevolizzare i genitori nel caso non avessero vaccinato i propri figli)
  • la teoria dello shock (si è terrorizzata l’opinione pubblica parlando di rischio pandemia)
  • il principio di autorità (si sono utilizzati degli “esperti” in modo da diffondere e difendere la sacralità del “credo” vaccinale. Coloro che non si allineavano con gli specialisti sono stati radiati, insultati, denigrati, ridicolizzati, inseriti in liste di proscrizione).

Vediamo il primo punto: si è trattato il tema dividendo l’opinione pubblica secondo il metodo calcistico in due tifoserie, i pro e i contro (sì vax vs no vax senza considerare che molti erano invece free vax, cioè a sostegno della libertà vaccinale quindi non contrari a priori), aumentando i toni e la violenza del dibattito sul web e sui media mainstream.

Molti genitori, in realtà, volevano solo capire che posizione adottare, essere semmai rassicurati e ottenere maggiori informazioni sui casi di danni da vaccino. Come in molti altri casi, il dibattito, o meglio, la libertà di pensiero, non era però ventilato e quindi anche coloro che sostengono la libertà di vaccinazione o che non si fidano più delle raccomandazioni governative o del sistema sanitario, sono stati accusati di essere dei fanatici no vax (invece di free vax) e ridotti al silenzio con un decreto legge.

Sono stati censurati e ridicolizzati. Per farlo si è fatto ricorso anche alla diffusione di fake news, si è manipolata l’informazione usando da un lato l’empatia e dall’altro il terrore per piegare il consenso al proprio volere. Insomma, al dialogo si è preferito un monologo: quello della propaganda che deve “plasmare” l’opinione pubblica.

Concordo con Marcello Veneziani quando scrive con ironia che «Il vaccino è il nuovo dogma di fede del momento. Dogma di Stato, salutismo coatto. Obbligatorio, indiscutibile, non prevede obiezione di coscienza di alcun tipo»[1]. Dovremmo infatti chiederci, senza la presunzione di prendere una posizione, perché un Paese solitamente “inconcludente” come il nostro abbia deciso di rendere obbligatori dieci vaccini adottando una vera e propria forma di fanatismo, quasi ci si trovasse ad avere a che fare con un dogma o una religione di Stato. Ci sono degli interessi in gioco che hanno portato a questa insolita accelerazione?

Molti ricordano che nel 1991 l’allora ministro della sanità Francesco De Lorenzo fu promotore dell’introduzione dell’obbligatorietà della vaccinazione sull’Epatite B[2]. Il vaccino reso obbligatorio venne venduto agli italiani come una grande evoluzione, in cui l’Italia faceva da faro rispetto agli altri Paesi. Si trattava del vaccino Engerix prodotto da GlaxoSmithKline e si scoprì poi che De Lorenzo (mai radiato) intascò, insieme a Duilio Poggiolini, direttore generale del servizio farmaceutico nazionale, una tangente da 600 milioni di lire far passare tale legge, nonostante l’assenza di sufficienti sperimentazioni.

A ventisei anni di distanza il Ministero della Salute ha imposto la vaccinazione obbligatoria non di uno ma di dodici, poi ridotti a dieci, vaccini per i bambini in età prescolare e scolare con sanzioni drastiche.

È comprensibile che, alla luce del passato e di scomodi precedenti, molti abbiano fatto dei paralleli e che abbiano iniziato a respirare un clima di sospetto nei confronti del potere. La notizia diffusa in merito al legame che alcuni membri del dicastero guidato da Beatrice Lorenzin avrebbero o avrebbero avuto con la fondazione Smith Kline, la multinazionale della farmaceutica già la principale azienda produttrice di vaccini del nostro Paese, ha fatto il giro del web e non ha aiutato[3].

Non ha nemmeno aiutato il pugno di ferro usato dal Ministero e dall’altra le fake news che sono state diffuse: un vero e proprio paradosso dato il clima da caccia alle streghe in cui siamo sprofondati proprio sul tema “bufale”.

Lorenzin con la complicità dei media ha infatti prima diffuso un accorato appello per la crescita simil-epidemica del morbillo[4], poi in TV si è più volte espressa parlando di due fantomatiche epidemie in Inghilterra[5] (2013 e 2014) con centinaia di morti tra bambini a Londra (!) o dichiarando a Piazza Pulita che non esiste[6] una cura per la pertosse[7] e che un bambino la contrae si deve sperare che esso sopravviva[8]. Nessuno osò far notare al ministro dai salotti televisivi che in tutta l’Inghilterra, nel 2014, non vi fu alcun decesso collegato al morbillo (su un totale di 130 casi), mentre nel 2013 ve ne fu uno (su 1843 casi), ma non era un bambino[9]. Se fosse successo a parti invertite sarebbe successo il pandemonio e il soggetto in questione sarebbe stato quantomeno deriso o spinto alle dimissioni. E invece, una balla “a fin di bene” è stata non solo tollerata ma divulgata, come se appunto esistesse una disinformazione “buona”, quella utile al Potere e in linea con la propaganda, e quella cattiva che a essi si oppone.

In un’altra intervista nel giugno 2017 Lorenzin aveva dichiarato che «un Paese confinante del Veneto, non italiano, [l’Austria] ha mandato, pochi giorni fa una circolare, pubblicata sui suoi giornali, con la quale invitava i bambini di quel Paese e i loro genitori a non andare a Gardaland a causa del basso tasso di immunizzazione per il morbillo»[10], versione smentita prontamente dall’ufficio stampa e dal CEO di Gardaland e dall’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto[11]. Lo ribadisco, gaffe simili e ripetute, in passato avrebbero condotto il ministro di turno alle dimissioni.

Successivamente è stata strumentalizzata la morte di un bambino leucemico ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza: era stata diffusa la notizia che fosse stato contagiato dai fratellini non vaccinati, versione smentita non solo dai genitori ma anche dal primario della Clinica Pediatrica dell’ospedale[12]. I genitori, vicini al movimento no vax, erano stati accusati della morte del bambino per non aver vaccinato gli altri due figli, finché non era intervenuto il primario a chiarire la faccenda. Sul caso è intervenuta prontamente Lorenzin strumentalizzando ancora una volta un fatto di cronaca e dichiarando che

«siamo dentro una epidemia di morbillo e i bambini non vaccinati, gli adulti non vaccinati, rischiano e i bambini fragili come quello di Monza, che stava guarendo dalla leucemia, che avremmo salvato dalla leucemia, è morto per il morbillo. Noi siamo disponibili a dare informazioni e accompagnare i genitori nel processo di vaccinazione, ma credetemi grazie ai vaccini abbiamo salva la vita, e una vita vale una legge»[13].

Quando le balle si ripetono è difficile credere che si tratti solo di incompetenza. Questi sono chiari esempi di fake news creati ad arte per diffondere un falso problema e ottenere una reazione che, non essendo avvenuta, è stata introdotta con la forza (il decreto vaccini). E poco importa a questo punto se anche i no vax abbiano diffuso bufale o fatto disinformazione, perché il governo ha fatto lo stesso e, dato il ruolo che esso ricopre, dovrebbe essere considerato moralmente intollerabile perseverare nella diffusione di dati sbagliati. Anche se questo fosse avvenuto per una “buona causa”. Perché i cittadini sono bambini né pecore che devono essere accompagnate nel recinto o educati sulle scelte da prendere.

Se l’epidemia in Italia fosse vera, perché dover ricorrere a impropri, improvvisati e addirittura inventati paralleli (la falsa epidemia londinese)?

Ritengo che la presunta epidemia di morbillo sia stata il Cavallo di Troia per la presentazione del decreto: senza una fantomatica emergenza sanitaria il decreto non sarebbe stato approvato e sarebbe stato maggiormente contestato dall’opinione pubblica (sebbene le numerose manifestazioni che sono avvenute nelle piazze di tutta Italia siano state censurate o ridicolizzate dai media). Si è strumentalizzata la percezione di una minaccia per indurre paura nella popolazione. Lo schema non è nuovo e, come dimostro da anni, viene utilizzato in modo metodico e costante su diversi fronti.

In passato abbiamo avuto casi simili con la pandemia della SARS, aviaria, suina, meningite o dell’ebola: fenomeni localizzati ad alcune aree precise che grazie al web o ai media sono diventati dei veri e propri “terremoti planetari”[14]. Nella maggior parte di questi casi si voleva spingere la popolazione a vaccinarsi.

Nel 2010, per esempio, in pieno allarme globale per l’influenza A, nota anche come “suina” o H1N1, il ministero della Salute sborsò 184 milioni di euro alla Novartis per la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino[15]. Il virus non causò l’attesa pandemia e le dosi consegnate furono appena 10 milioni con un decimo soltanto effettivamente somministrato ai cittadini (865 mila)[16].

La popolazione è infatti perennemente minacciata da qualche tragedia e tenuta in una situazione persistente di terrore che impedisce di ragionare lucidamente. Sull’onda dell’emotività indotta dallo shock si rischia di prendere decisioni d’impulso senza averle ponderate. Ciò non significa che il pericolo sia inventato del tutto, ma magari strumentalizzato, amplificato, distorto, esagerato per inculcare nell’opinione pubblica la percezione di essere sempre in pericolo e di aver bisogno dell’intervento del deus ex machina, ossia del governo magari sotto forma di qualche decreto.

Il terrore negli ultimi anni in materia vaccinale è stato esteso, tramite radiazione o sospensione, anche a quei medici che hanno osato manifestare dubbi in merito alle (troppe) vaccinazioni, che hanno parlato di correlazione tra autismo e vaccini o che hanno esposto l’insorgenza di presunti danni da vaccino. Non sono stati radiati quei medici che hanno lucrato sulla salute, che si sono fatti corrompere, che sono stati arrestati per tangenti o simili, ma coloro che hanno espresso dei legittimi dubbi. Ciò dovrebbe bastare per suscitare qualche perplessità.

Quando i dati forniti dal governo, l’allarmismo e la censura (o il dileggio) dell’informazione alternativa non sono bastati a smuovere la coscienza dei genitori, è intervenuto il Ministro della Sanità per rendere obbligatorie le vaccinazioni.

Eppure che «non siamo in emergenza» lo aveva confermato anche il presidente del Consiglio il 19 maggio 2017. Quindi perché ricorrere alla decretazione d’urgenza senza portare il dibattito nelle aule parlamentari? Esiste oppure no una epidemia di morbillo? E perché introdurre prima dodici, poi dieci, vaccini nel decreto se la presunta epidemia riguarda solo il morbillo?

Queste sono le domande a cui il governo avrebbe dovuto rispondere, invece si è usata la propaganda per sensibilizzare, o meglio “plasmare” l’opinione pubblica e indirizzare il consenso verso la via desiderata. Quando questo non è bastato si è passati al decreto e di fatto si è introdotto uno psicoreato: non puoi criticare né i vaccini né l’obbligo vaccinale, se lo fai verrai additato come un pazzo, un complottista, un visionario.

Quando si ravvisano forme di strumentalizzazione, quando parte la propaganda mediatica, bisogna sempre aspettarsi un colpo di mano, che in questo caso è avvenuto con la decretazione.

Quello che dovremmo chiederci è: se oggi è toccato ai vaccini, domani su che cosa verrà stretto il cappio?

Perché è evidente che il dubbio, la contestazione, la critica, non sono consentiti. In una società democratica che si finge pluralista, il dialogo è stato sostituito da un monologo: il potere parla da solo e impone il proprio pensiero all’opinione pubblica, “riempiendo di sé” i cittadini. Proprio come in 1984 di Orwell. E la distopia sembra tristemente essere divenuta realtà.


Chi è Enrica Perucchietti

Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. È caporedattrice del Gruppo Editoriale Uno. Collabora con numerose riviste cartacee e digitali. È autrice di numerosi saggi, tra cui: L’altra faccia di Obama; NWO. New World Order; Governo Globale; La Fabbrica della manipolazione; Il lato B. di Matteo Renzi; Unisex. Cancellare l’identità sessuale: la nuova arma della manipolazione di massa; False Flag. Sotto falsa bandiera. Strategia della tensione e terrorismo di Stato; Utero in affitto. La fabbricazione di bambini, la nuova forma di schiavismo. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it


[1] http://www.marcelloveneziani.com/articoli/il-vaccino-sacro/

[2] https://scenarieconomici.it/lorenzindelorenzo/

[3] http://www.iltempo.it/politica/2017/09/13/news/gli-strani-intrecci-vaccini-ministero-1034758/

[4] https://www.disinformazione.it/Epidemia_morbillo_inventata.htm

[5] https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/97849/le-fake-news-della-lorenzin-e-il-procurato-allarme

[6] https://www.youtube.com/watch?v=enqbZW4QEOo

[7] http://www.affaritaliani.it/politica/lorenzin-422616.html

[8] https://www.youtube.com/watch?v=enqbZW4QEOo

[9] http://45.32.156.248/politica/item/3024-reductio-ad-pueros

[10] https://www.silenziefalsita.it/2017/06/16/austria-vaccini-gardaland/

[11] http://www.ansa.it/veneto/notizie/2017/06/15/vaccini-si-apre-caso-lorenzin-gardaland_00f62ac3-f48b-4019-92b5-ba853d16b4c1.html

[12] http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/vaccini_morto_fratellini_morbillo_leucemia-2521835.html

[13] http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/06/23/news/morbillo_vaccini_bambino_morto_monza_dubbi_ospedale-168926326/

[14] http://www.treccani.it/magazine/atlante/societa/Fenomenologia_delle_fake_news_le_catastrofi_annunciate_e_mai_avvenute_del_terzo_millennio.html

[15] http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/16/news/vaccino_virus_a-1966773/

[16] Ibidem.