Centinaia di bambini in Pakistan sono stati infettati dall'HIV. Gli aghi usati potrebbero essere la causa

Centinaia di bambini in Pakistan sono stati infettati dall'HIV. Gli aghi usati potrebbero essere la causa

ISLAMABAD, Pakistan - Nelle ultime settimane le autorità sanitarie pakistane stanno tentando di controllare l'epidemia di HIV che si è sviluppata nel sud del paese dopo che il virus è stato diagnosticato in circa 700 persone, la maggior parte delle quali bambini.

I funzionari della sanità locale ritengono che l'apidemia possa essere fatta risalire, in parte, a delle siringhe non sterilizzate usate per i programmi di vaccinazione sui bambini nella provincia meridionale del Sindh. Questo avvenimento ha diffuso l'ansia in Pakistan, paese che ha già affrontato la sfiducia nel suo sistema sanitario e lo scetticismo nei suoi programmi di immunizzazione.

"Le indagini iniziali rivelano che le siringhe usate sono state reimballate, il che può non solo aumentare significativamente il numero di casi di HIV ma anche altre malattie", così ha dichiarato la settimana scorsa Zafar Mirza, il più alto funzionario sanitario pakistano. "L'uso di siringhe non sicure potrebbe essere una delle cause della diffusione della malattia, ma il governo sta facendo sforzi a tutto campo per accertare la causa esatta".

La preoccupazione che il virus si stesse diffondendo rapidamente è cresciuta ad aprile dopo che alcuni genitori, nella città di Ratodero, hanno avvertito i medici locali che i loro bambini si erano ammalati e tutti riportavano uno stato febbrile, un sintomo comune nell'idenficazione dell'HIV. Quando i risultati dei test hanno mostrato che questi bambini avevano contratto il virus, tra gli operatori sanitari è iniziata la confusione. La maggior parte dei genitori dei bambini ammalati erano HIV-negativi.

I funzionari hanno ripercorso la storia clinica delle famiglie arrivando ad un solo medico. Le autorità lo hanno arrestato alla fine di aprile accusandolo di aver infettato dozzine di pazienti con il virus attraverso siringhe sporche.

L'avvocato del medico ha dichiarato alla CNN che il suo cliente non aveva mai usando siringhe infette: "è stato trasformato in un capro espiatorio per la più grande crisi nella regione".

Mentre le notizie che molti bambini erano stati contagiati dall'HIV, migliaia di persone si sono riversate nei centri sanitari locali chiedendo di eseguire il test per il virus. Ben presto gli ospedali si sono sovraffollati e altre centinaia di persone hanno scoperto di essere positive al virus dell'HIV.

Nisar Ahmed, la cui figlia di 1 anno è recentemente risultata positiva all'HIV, ha dichiarato ad Agence France-Presse che molti altri bambini nel suo villaggio sono risultati positivi. Le sue dichiarazioni sono emblematiche: "Maledico il medico che ha diffuso questa malattia a tutti i bambini"

Dall'inizio dell'epidemia i funzionari pakistani hanno chiuso tutte le cliniche che ritenevano non sicure poiché probabilmente il problema va molto al di là di un singolo medico disattento.

"Trovo difficile immaginare che sia solo una siringa o un dottore o solo una serie di siringhe", ha dichiarato Werner Buehler, senior manager del Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria. Quando centinaia di persone ricevono diagnosi in un periodo di tempo così breve, "sembra una pratica diffusa", ha proseguito Buehler. E poiché la stragrande maggioranza di loro è costituita da bambini è "eccezionale". Questa regione del Pakistan ha già subito epidemie di HIV, ma in genere ha colpito le popolazioni più anziane e derivava da alti tassi di infezione nelle prostitute e nei consumatori di droghe per via endovenosa.

Riutilizzare le siringhe nelle strutture mediche è ampiamente vietato perché gli aghi possono facilmente diffondere virus come l'HIV e l'epatite C tra i pazienti. Sebbene siano considerate pratiche scorrette, le siringhe vengono spesso riutilizzate in Pakistan, "specialmente tra i poveri", ha dichiarato Quaid Saeed, consulente per l'HIV / AIDS nel Programma nazionale di controllo dell'AIDS in Pakistan.

Alla fine di maggio, su richiesta del governo pakistano, l'Organizzazione mondiale della sanità ha schierato una squadra nella regione per indagare sulla causa dell'epidemia. Il gruppo annuncerà le risultanze delle indagini alla fine di questo mese.

Nel frattempo, Mirza, il funzionario governativo, ha dichiarato che il Pakistan ha richiesto altri 50.000 kit di screening e piani per istituire tre nuovi centri di trattamento nella provincia di Sindh, dove è iniziata l'epidemia.

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Fonte: www.washingtonpost.com