Gli incarichi, i milioni, i conflitti di interessi dalla Sicilia a Roma

Gli incarichi, i milioni, i conflitti di interessi dalla Sicilia a Roma

Assume proporzioni più consistenti e inizia a suscitare le reazioni delle istituzioni l’inchiesta sui finanziamenti delle case farmaceutiche alla sanità nel triennio 2015/2017, iniziata a gennaio da ilSicilia.it.

In Sicilia, sommando i contributi di Gilead e Novartis, sarebbero arrivati 12 milioni 983.673,1 euro. La prima, multinazionale statunitense specializzata nei farmaci antivirali, anche per il trattamento dell’Hiv, ne avrebbe versati oltre 600 mila. La seconda, colosso svizzero preceduto per fatturato soltanto da Pfizer, più di 7 milioni. A questi si aggiungono anche i “milaeuro” versati da Alcon e Sandoz, due delle divisioni operative della Novartis.

Dall’inizio della nostra inchiesta ad oggi, qualcosa si è mosso. In Sicilia, il Codacons ha diffidato tutti gli ordini dei medici della regione. La direzione nazionale, invece ha condotto uno studio su altre case farmaceutiche e realizzato un apposito report presentando un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e chiedendo di “aprire un’istruttoria e verificare la piena correttezza delle sovvenzioni“. Su questa base, la Corte dei Conti della Liguria ha chiesto di acquisire la documentazione insieme all’esposto e ha aperto un’indagine. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti 611 medici.

In Sicilia sarebbero 88 i beneficiari che avrebbero percepito i trasferimenti di Gilead e 664 quelli che avrebbe finanziato, rimborsato, “pagato”, Novartis. Sì, perché nei documenti contabili, tra le voci che giustificano i versamenti, ce n’è una che fa riferimento anche a delle consulenze professionali. Non si può ancora parlare di scandalo o di reato ma, quanto meno, di una greppia su cui fare luce. Consequenziale chiedere se sia proprio necessario che professionisti che prescrivono medicine o chiamati a decidere sulle sorti della salute pubblica, accettino incarichi, prebende e sinecure da chi i farmaci li vende.

Caso, quest’ultimo, che riguarderebbe il Consiglio Superiore di Sanità, vicenda su cui finora non era stato scritto nulla. A febbraio, il ministro delle Salute Giulia Grillo, ha nominato presidente Franco Locatelli, uno stimato medico dichiaratamente “pro-vax”.

“ (…) Da politiche vaccinali estese su larga scala – ha detto nella sua prima dichiarazione pubblica dopo la nomina –hanno tratto significativo beneficio, attraverso quel fenomeno noto come immunità di gregge, anche quei pazienti che (…) non godono di una piena efficienza delle proprie difese immunitarie (…)”.

Locatelli ha maturato una grande esperienza alla direzione del dipartimento di Onco-Ematologia dell’ “Ospedale pediatrico bambino Gesù” di Roma. Adesso dirige l’organo consultivo, e propositivo, del dicastero che decide le politiche legate alla salute e alla sanità italiana. Stando ai documenti che si possono scaricare in fondo alla pagina, Locatelli avrebbe avuto rapporti con Novartis. La multinazionale svizzera, in passato attiva anche nel settore dei vaccini, è specializzata anche nei farmaci oncologici.

La casa farmaceutica avrebbe rimborsato e “pagato” Locatelli, registrando i corrispettivi alle voci “Contributo per il finanziamento di eventi – viaggi e ospitalità – “ e “Corrispettivi per prestazioni professionali e consulenze”. Si tratta di poche migliaia di euro ma, fatto salvo che non si può parlare di reato, semmai di conflitto d’interessi, perché dovrebbe risultare strano pensare che chi è chiamato a decidere, o influenzare, organi costituzionali non dovrebbe avere rapporti pregressi con chi produce farmaci immessi sul mercato? L’auspicio è che Locatelli non abbia prestato la sua competenza professionale ad altre aziende, del resto perché sospettarlo a prescindere? Ma è legittimo pensare anche il contrario. Potrebbe anche emergere altro.

È il caso dei finanziamenti saltati fuori che sarebbero stati trasferiti all‘Istituto Superiore della Sanità. Anche questa è un’esclusiva de ilSicilia.it che a gennaio aveva già documentato i 219.600 euro, pare, versati dalla Glaxosmithkline. L’Istituto, infatti, avrebbe percepito anche i fondi della Gilead: 103.855,8 euro per un totale complessivo, quindi, di 323.455,8 euro.

Ora, il ministro Grillo si era ritrovato, in un certo qual modo, a gestire una situazione quanto meno intricata a causa dei presunti conflitti d’interesse che toccavano i vertici dell’Amministrazione statale. Il presidente dell’organismo, di diritto pubblico, fino alle dimissioni del 18 dicembre scorso è stato Walter Ricciardi. Il suo, un passato ricco di presunti conflitti di interessi, ed era già stato oggetto di due interrogazioni: una al Senato, da Paola Taverna, l’altra al Parlamento Europeo, da Piernicola Pedicini (entrambi del Movimento 5 Stelle).

Si potrebbe intravedere all’orizzonte l’ombra di una culpa in vigilando cui si potrebbe aggiungere anche una culpa in eligendo visto che il successore di Ricciardi è stato poi indicato dal Codacons come portatore di interessi privati.

Dopo le dimissioni dell’ex presidente, il ministro della Salute ha dovuto nominare un commissario straordinario: il suo nome è Silvio Brusaferro che secondo l’associazione dei consumatori  “compare tra i presidenti del comitato organizzatore del 51° congresso nazionale Siti (società italiana di igiene) con la sponsorizzazione della Glaxosmithkline,della Msd e della Pfizer”.

Tanto per Locatelli che per Brusaferro, si può ragionevolmente pensare che si tratti di incarichi intuitu personae, basati quindi anche su requisiti legati a competenza e “fiducia”. Non dovrebbe essere troppo risibile pensare alla nomina di Locatelli come un’ulteriore culpa in vigilando, si trattasse anche di un solo euro proveniente da un qualunque colosso del farmaco. Non si mette in dubbio la buona fede, semmai un concetto che va oltre cioè quello di “diligente buona fede“ che si traduce con maggiore attenzione e controllo nelle nomine. Il minimo per rispettare dogmi di trasparenza al di là di ogni ragionevole dubbio.

IN SICILIA. Tra le persone fisiche e giuridiche, contenute nelle liste dei trasferimenti 2015/2017, ci sono spesso gli stessi nomi. Registrate come “organizzazioni sanitarie” compaiono ancora una volta le Università di Palermo e Catania, rispettivamente con un totale di 121.390,47 e 278.432,08 euro. Fanalino di coda, si fa per dire, l’Ateneo di Messina che tra Gilead e Novartis racimolerebbe 74mila euro. Qui il rettore Salvatore Cuzzocrea avrebbe percepito, quando non era ancora in carica, poco più di 5.000 euro che si vanno a sommare alle somme segnate nei registri delle altre case farmaceutiche che abbiamo già documentato.

Forse a Palermo più che in altre città, le liste dei beneficiari ripropongono gli stessi nominativi. Spunterebbe di nuovo, infatti, il Centro di formazione sanitaria siciliana diretto dal presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Salvatore Amato. Poi ancora l’ospedale Buccheri La Ferla, il Civico, Villa Sofia-Cervello, fondazioni, onlus. Sempre a Palermo, un Comitato che avrebbe ricevuto un cospicuo finanziamento, dopo un controllo effettuato sul posto, non risulta più nella sede registrata dalla casa farmaceutica. Non ce n’è traccia neppure su internet.

Inoltre, come più volte abbiamo sottolineato, c’è un ulteriore elemento di perplessità che riguarda le fondazioni. I trasferimenti a loro indirizzo potrebbero eludere la legge sul finanziamento ai partiti. Queste, infatti, sono spesso collegate a formazioni politiche.

La maggior parte dei fondi si sarebbe riversata su Palermo ma la pioggia di denaro pare non si sia fermata al capoluogo. Nei registri, infatti, compare anche il Policlinico “Martino” di Messina, l’Asp e l’Arnas Garibaldi di Catania.

L’Anac diretta da Raffaele Cantone, nei mesi scorsi ha confermato, di aver ricevuto l’esposto fatto dal Codacons sui medici siciliani. Anche questa volta ci siamo messi in contatto con gli uffici dell’Agenzia per ottenere una dichiarazione ma non è stato ancora possibile ricevere una risposta.

Scarica i dati in basso con i nomi e le cifre:


Fonte: www.ilsicilia.it