In risposta al “Patto trasversale per la scienza”

In risposta al “Patto trasversale per la scienza”

Comunicato Stampa, 24 giugno 2019

L'associazione Corvelva, chiamata in causa dalla lettera aperta del "Patto trasversale per la scienza", tiene a respingere le accuse contenute in quel comunicato specificando quanto segue:

Codesta associazione opera da circa 25 anni all'interno del territorio Veneto approfondendo e diffondendo informazioni inerenti alla SICUREZZA ED EFFICACIA DELLA PRATICA VACCINALE. Inoltre fornisce ascolto e consigli a chi, in piena libertà e coscienza, sceglie un percorso diverso rispetto a quello che oggi viene imposto con la pratica vaccinale "massificata" (senza personalizzazione alcuna).

Numerosi sono i casi di danno da vaccino conclamato e confermato da commissioni medico ospedaliere, dal Ministero della Salute o dai Tribunali, che nel tempo sono stati seguiti e affiancati dall'Associazione.

Mai ci siamo permessi di consigliare o sconsigliare se e quali vaccini fare o non fare: operiamo e ci battiamo per la libertà di scelta terapeutica, pertanto qualsiasi tipo di ingerenza sulle scelte delle persone sarebbe contraria ai nostri principi fondanti!

Diversamente quindi da chi lancia queste accuse, noi basiamo la nostra attività sui principi di libera informazione ed indipendenza delle fonti.

Dire pertanto che ci siano genitori che si sono "lasciati convincere" da associazioni come Corvelva a non vaccinare i figli è un'affermazione pretestuosa, non veritiera ed infamante.

Si rifletta piuttosto sui vari casi di bambini vaccinati regolarmente che hanno comunque contratto le malattie per le quali erano stati vaccinati e sulla tendenziosità di alcune campagne "ufficiali" volte ad assicurare che vaccinato significhi immunizzato, che vaccinato significhi sempre e comunque protetto, oltre ad escludere l'esistenza di rischi pur dichiarati dagli stessi produttori... Reputiamo queste campagne  molto meno obiettive ed equilibrate di quelle per le quali ci si accusa in queste circostanze.

Questa associazione è costituita da genitori e privati cittadini che rivendicano con fermezza il diritto alla libertà di parola, di pensiero e di espressione. Senza dover rendere conto al professor Burioni e ai suoi colleghi di quello che ci è consentito o non consentito dire soprattutto quando non si sta facendo altro che diffondere dati e studi ufficialmente riconosciuti o in via di riconoscimento, accessibili facilmente ai più.

Invitiamo ad una riflessione collettiva sul significato della parola CENSURA e su quale sia la società che ci aspetta se continuiamo con questa deriva antidemocratica e volta a mettere un bavaglio alle persone il cui pensiero non aderisca in toto a quanto deciso "dall'alto".

Da sempre siamo sostenitori della riapertura del dibattito medico scientifico, dibattito che è interesse di tutti i cittadini tornare ad avere al di là di superficiali posizioni ideologiche fomentate da una infantile distinzione mediatica tra "buoni" e "cattivi", ProVax o NoVax.

Nel caso specifico della bimba di 10 anni ricoverata nell'ospedale di Verona, Corvelva non si esprimerà sino a che non ci saranno comunicazioni UFFICIALI da parte dell'ospedale o dei familiari in merito a diagnosi, decorso e terapie. Ad oggi nulla è stato confermato da chi di competenza, limitandosi le informazioni a titoli di giornale e pretestuosi attacchi conseguenti.

Ora, venendo al merito della conferenza stampa, noi faremo parlare personalità tra le più disparate. Parlerà l’ex vicepresidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta “Uranio Impoverito”, Ivan Catalano, che porterà i risultati di una pubblicazione scientifica, da noi finanziata, che conferma i dati della commissione stessa. È antiscientifico? È da considerarsi un attentato alla salute pubblica?

Parlerà il chirurgo ed epistemologo, Pier Paolo Dal Monte, sulla questione del DDL 770. Far parlare un medico della deriva tecnocratica di un disegno di legge è da considerarsi un attentato alla salute pubblica?

Parlerà Corvelva, portando dati analitici confermati da più laboratori che attestano una POSSIBILE truffa ai danni della collettività. Ricordiamo che la legge prevede che il cittadino, consumatore, possa verificare e segnalare possibili non conformità di prodotti farmaceutici. È un attentato alla salute pubblica chiedere aiuto alle proprie istituzioni su dei risultati di laboratorio che palesano grossi problemi su determinati prodotti farmaceutici?

Invitiamo i lettori a riflettere su ciò a cui stiamo assistendo, certi che non siano asini raglianti come qualcuno ama definirli, bensì cittadini degni di rappresentare una massa critica.

Dare spazio a richieste come quelle fatte dal patto trasversale per la scienza significa consentire la compressione dei diritti come la libertà di pensiero e la libertà di informazione, sanciti dalla nostra Costituzione.

Associazione Corvelva


Download: CORVELVA-comunicato-stampa-24giu2019.pdf