Parola d'ordine: fare pressione

Parola d'ordine: fare pressione
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In questi giorni, specialmente tra ieri ed oggi, stiamo avvertendo una certa tensione in più sedi politiche-istituzionali: iniziano a farsi sentire le prevedibili e annunciate ripercussioni che queste ultime misure (greenpass per lavoro) avranno a brevissimo sul mondo del lavoro, sull'organizzazione e produttività aziendale.

Sappiamo bene che è molto difficile fare sì che le nostre voci arrivino ai comodi poltronari a Roma; viceversa sappiamo per esperienza che la politica locale, dalle regioni in giù, è un poco più sensibile agli scontenti nei propri territori.

Senza ingenuità e quindi senza illuderci che il problema ed il danno arrecato ai diritti delle persone vengano compresi a livello di empatia ed umanità, o rispetto, sappiamo però che una cosa interessa a chi riveste il ruolo del politicante: i voti.
Così come sappiamo che l'elettorato prediletto del Veneto è in gran parte costituito dall'imprenditoria, media grande o piccola.

Ebbene riteniamo sia questo il momento propizio per aumentare un po' il carico e la pressione e per questo vi proponiamo di aprire la vostra casella e-mail e scrivere, da imprenditori, artigiani, liberi professionisti che siate, quanto le misure introdotte col Decreto Legge 127/2021 vi stiano preoccupando - senza dimenticare di esprimere la grande problematica legata alla produttività che, inevitabilmente, subirà un duro colpo, dato che in tutte le aziende ci saranno problemi enormi nel fare fronte alle annunciate assenze del personale dal 15 ottobre in poi. Il tutto ovviamente condito con un po' di frustrazione (la stessa che manifestate a noi) e, magari, con la promessa di ricordarvi di chi ha avallato queste misure lesive del tessuto economico-sociale-produttivo della vostra regione/territorio.

Ripetiamo: non ci illudiamo affatto che serva a sensibilizzarli: piuttosto lo scopo sarà quello di fargli annusare il livello di malcontento che pervade il loro possibile elettorato.

Ovviamente, essendo noi in Veneto, vi suggeriamo di iniziare dal nostro presidente Zaia, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.