Continuiamo la strada del FOIA sulla 210/92

Continuiamo la strada del FOIA sulla 210/92

Molti di voi ricorderanno che tempo addietro la ns associazione si è fatta promotrice di un’azione riguardante l’accesso agli atti secondo le normative FOIA, proposta dapprima nella nostra regione e poi “esportata” in varie altre regioni d’Italia.

A dirla tutta, ad esclusione del Veneto per cui ci siamo mossi autonomamente, la gran parte del lavoro è stata portata avanti da una mamma toscana facente parte del comitato CLiVa, uno dei gruppi italiani più attivi con cui collaboriamo e condividiamo moltissimo.

Veniamo all’oggi: a seguito di risposte parziali (ma significative) da parte della Regione Veneto, e da altrettanto parziali e difformi (ma significativi) dati ricevuti dalle altre regioni e singole Asl interpellate in tutt’Italia, abbiamo deciso che non possiamo accettare una non-risposta da parte del Ministero della Salute alla nostra domanda principale: Ma quanti sono davvero i danneggiati da vaccino?

L’importanza di questa azione è piuttosto evidente: noi sappiamo che il ritornello “uno su un milione” - riferito ai danni da vaccino - è falso. Peggio: è una bugia.

Sappiamo anche che, per ogni reazione avversa riconosciuta, per ogni indennizzo ricevuto dalle famiglie, centinaia sono quelle taciute. Ma, anche tenendo conto di questo fatto, dai dati parziali in nostro possesso emerge che i numeri sono ben più alti - nonostante tutto - di quelli che i detrattori del principio di precauzione vogliono far intendere.
Per questo motivo abbiamo deciso di non arrenderci alla mancata risposta del Ministero e di riproporre una nuova richiesta, riformulata stavolta con il consiglio di uno studio legale specializzato in diritto amministrativo.

La prima azione non aveva costi in termini economici: abbiamo deciso di “provarci”. E’ andata bene con molte Regioni, ma non con il Ministero.
Non ci siamo arresi, abbiamo cercato e trovato legali che potessero supportarci, ottenuto dei preventivi, e siamo in grado ora di ripetere l’accesso agli atti, in maniera più incisiva, sostenendo una spesa di circa 1500€ di consulenze, cui si aggiungeranno altre spese eventuali per un ricorso (in caso di mancata risposta) per un totale di 5000€ circa.

Sono tanti? Sì, per noi sì. Ma si tratta di un’azione che potenzialmente può portarci ad ottenere dati certi, incontrovertibili, da cui partire per richiedere maggiore farmacovigilanza, programmi di farmacovigilanza attiva in tutte le regioni, maggiore chiarezza sui danni da vaccino e sulle potenziali reazioni avverse riconosciute.

Dove c’è rischio deve esserci libertà di scelta: questo abbiamo urlato in ogni piazza d’Italia e questo continuiamo a rivendicare.

Ricordiamo a tutti che questo è solo l’ennesimo progetto che si aggiunge a quelli già elencati in precedenza. Per poter continuare su questa strada, per poter realizzare almeno la maggior parte di quanto vorremmo, ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO SOSTEGNO.

Se credete nella nostra battaglia, associatevi. Sono 26 euro l'anno che non cambiano la vita ma, in tanti, possiamo fare la differenza, dimostrando alcuni dati di fatto, portando alla luce le verità taciute.


Ormai abbiamo capito che i vaccini sono la più grande causa di coincidenze al mondo: lo sappiamo perché noi crediamo alle mamme e ai papà che raccontano di come i loro figli siano cambiati dopo la somministrazione di un vaccino.
Lo sappiamo perché conosciamo le storie di coloro che infine hanno visto riconosciuto il loro diritto ad un indennizzo, e conosciamo i mille ostacoli che queste famiglie hanno dovuto affrontare.

Conosciamo la negazione dell’evidenza, conosciamo l’atteggiamento dei medici dinanzi alla richiesta di aiuto dei genitori, mille e più volte abbiamo sentito di parole sussurrate in un corridoio ma mai messe per iscritto, abbiamo perso il conto dei racconti strazianti di genitori esausti che si arrendono infine, e rinunciano a menzionare la parola “vaccino” dinanzi a questi medici, perché ogni volta che lo fanno vengono trattati come degli stupidi, o degli ignoranti, o dei pazzi, o dei bugiardi.

Come se un genitore, in quel momento, potesse pensare a trovare una scusa e non, invece, a dire tutta la verità per scoprire cosa è successo a quel figlio tanto amato.

Lo sappiamo che la verità è un’altra, che non sono coincidenze, ma soprattutto sappiamo una cosa, e la vorremmo dimostrare: per ogni bugia e per ogni negazione, centinaia di genitori aprono gli occhi.

I migliori propagatori di fake news sono coloro che negano l’evidenza, i migliori no-vax sono loro: coloro che non ammettono, coloro che nascondono, omettono e insabbiano. Medici o professori che si riempiono la bocca di false-verità, smentite da quella stessa comunità scientifica cui si appellano. E’ dall’ultimo summit Oms sulle vaccinazioni che arrivano le ammissioni: non si conoscono le reazioni avverse, non si sanno dare risposte ai genitori, non si hanno rassicurazioni sui danno dell’alluminio, le coperture scendono per mancanza di risposte certe e di punti fermi sulla sicurezza dei vaccini. Lo dicono loro, non noi. Lo negano loro, non noi. Dimostriamolo.